Martedi 22 agosto 2017 20:24

Bruno Pesaola in dieci frasi celebri, le migliori massime del Petisso




Bruno Pesaola è morto oggi. Si è spento all'età di 90 anni. Più della metà li ha passati a Napoli, città dove ha scelto di stabilirsi dopo averci giocato da calciatore negli anni cinquanta. Considerato una leggenda del Calcio Napoli, la sua scomparsa ha gettato nello sconforto la piazza partenopea. Personaggio istrionico, nella sua lunghissima carriera nel mondo del calcio ha proferito frasi che sono entrate nell'immaginario collettivo. Proponiamo una breve raccolta delle "massime" del Petisso per ricordare la sua inimitabile ironia. «Meno male che la domenica c'è la partita. Per me è come andare a messa». «Napoli, città bella da riempire il cuore. A Napoli non ti senti mai solo, non conosci la solitudine della vita». «Io l'avevo messa bene, poi l'arbitro ha fischiato l'inizio e si sono mossi tutti» (ad un giornalista che gli contestava di aver schierato male il Napoli in campo). «Ho un'ammirazione sconfinata per i napoletani, li considero grandi filosofi che sanno prendere la vita come merita». «Siamo per le cose impossibili, però non sempre ci riusciamo» (ad un amico giornalista che era partito in viaggio di nozze un mese prima con il Napoli a 29 punti ed aveva ritrovato dopo quattro partite gli azzurri a 28 punti a causa di una penalizzazione). «Forsa ragassi» (il mantra per caricare i calciatori durante le partite).  «I calciatori di oggi sono troppo attaccati al denaro, ai miei tempi si giocava per passione e non solo con lo scopo di guadagnare». «Fossi nel Tanganika e venissi a sapere che il Napoli ha vinto il suo primo scudetto, farei carte false per tornare a vedere lo spettacolo» (da un'intervista a Epoca del 1969). Giornalista: «Lei ci ha preso in giro, lei è venuto a Bergamo pensando che siamo stupidi, spieghi perché allora il Bologna ha giocato in difesa, al contrario di quello che lei aveva detto!» Pesaola: «E se vede che l'Atalanta ci ha rubato la idea». © Riproduzione riservata