Martedi 26 settembre 2017 07:30

Napoli, vittoria al cardiopalma. Inter mai doma, ma gli azzurri volano primi in classifica




Mille emozioni nella notte di Fuorigrotta. San Paolo pieno, atmosfera caldissima. Coreografie prima della partita in varie parti dello stadio: i Distinti accolgono le squadre in campo con migliaia di cartoncini bianchi e azzurri che formano la scritta "Napoli". E' una notte magica per gli azzurri, che vincono 2-1, ma l'Inter non esce ridimensionata dal campo. Anzi. HIGUAIN FULMINANTE - Primo affondo del Napoli, dopo due minuti, ed è subito delirio. Insigne piazza palla al centro, Callejon stoppa male ma la palla finisce sui piedi di Higuain che trafigge Handanovic con una fiondata in diagonale. Mancini sceglie la consistenza a centrocampo. Sulla carta l'Inter gioca con il 4-3-3 ma, in pratica, Ljajic e Perisic sono due centrocampisti aggiunti quando la palla ce l'hanno gli avversari. E' una bella partita. La pressione è alta da entrambe le parti. L'Inter ci mette grande agonismo ma accusa la mancanza di un costruttore di gioco che tolga d'impaccio i compagni quando si alza il pressing partenopeo. Quando invece è il Napoli a costruire l'azione, lo stile è quello di Sarri: fraseggio a tutto campo, fin dalla prima linea. E' un bel problema per Mancini che, quando i centrocampisti si alzano a pressare, si trova sguarnito sulla propria trequarti. Il primo squillo interista arriva poco prima della mezz'ora. Ci prova Guarin dal limite: il colombiano ha un buon tiro, ma il pallone lambisce la traversa. Reina si arrabbia perché da lì non si può concedere la conclusione. L'Inter dà qualche segnale di vita, ma manca la precisione. La situazione si mette male per l'Inter poco prima della fine del primo tempo. Nagatomo, già ammonito, entra male su Allan. Secondo giallo e partita finita. Mancini se la prende ma la decisione di Orsato è ineccepibile. BRIVIDI FINALI - La contromisura del tecnico interista, in apertura di ripresa, è l'ingresso di Telles. L'uomo chiamato ad uscire non è uno qualunque: Mauro Icardi. Mancini rinuncia al centravanti e preferisce non dare punti di riferimento alla retroguardia partenopea. Una scelta condivisibile visto che l'attaccante argentino, nel primo tempo, è stato fagocitato dal fraseggio napoletano. Gli animi si scaldano fin da subito nel secondo tempo. Mancini continua a protestare in panchina ad ogni fischio dell'arbitro, Guarin e Allan si prendono un'ammonizione a testa dopo un confronto a muso duro. La gara, in ogni caso, non degenererà mai. Il Napoli ha maggiore lucidità e al 62' manda l'Inter all'inferno. Lancio illuminato di Albiol, Higuain si infila nella difesa avversaria, due tocchi in mezzo ad altrettanti avversari e fa secco Handanovic per la seconda volta. Partita finita? Niente affatto. La difesa azzurra si addormenta e Ljajic ne approfitta, piazzando un diagonale tra palo e Reina. Sarri si imbufalisce, difficile dargli torto. E' l'esame di maturità del Napoli, sarà superato a metà. L'Inter ringhia, serve personalità. Sarri cambia prima Insigne e poi Hamsik, dentro El Kaddouri e David Lopez. Mancini, che ha già inserito Biabiany, risponde con l'uomo del tutto per tutto: Jovetic. Il Napoli sbanda, l'Inter ce la mette tutta. Quella dei nerazzurri è una grande prova con l'uomo in meno. Ci pensa Higuain, a due dal 90', a strigliare i suoi con una serpentina palla al piede conclusa con un tiro deviato in angolo da Handanovic. La partita finisce con un assalto al cardiopalma dell'Inter. Due pali nel recupero con Reina che compie un vero miracolo. L'Inter attacca e schiuma rabbia al fischio finale. Ma vince il Napoli. © Riproduzione riservata