Venerdi 24 novembre 2017 15:37

Toto Riina, la Cassazione apre alla scarcerazione: «Ha diritto a morire dignitosamente»

05 giugno 2017



Il «diritto a morire dignitosamente» va assicurato a ogni detenuto: sulla base di questo assunto la Cassazione ha aperto alla scarcerazione per Totò Riina, capo di Cosa Nostra ormai 86enne affetto da diverse gravi patologie. Per la prima volta la sezione penale ha quindi accolto il ricorso del difensore del boss mafioso, che chiede il differimento della pena o, in subordine, la detenzione domiciliare. La richiesta era già stata respinta lo scorso anno dal Tribunale di sorveglianza di Bologna, che non aveva riscontrato incompatibilità tra le condizioni di salute del detenuto e la detenzione in carcere.

Adesso, però, la Cassazione sottolinea che il giudice deve verificare e motivare «se lo stato di detenzione carceraria comporti una sofferenza ed un'afflizione di tale intensità» da andare oltre la «legittima esecuzione di una pena». Anche in merito «all'altissima pericolosità all'indiscusso spessore criminale», per la Corte Suprema il il Tribunale non ha chiarito come tale pericolosità «possa e debba considerarsi attuale in considerazione della sopravvenuta precarietà delle condizioni di salute e del più generale stato di decadimento fisico».

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