Sabato 16 dicembre 2017 08:19

Donald Trump bombarda la Siria: 59 missili contro le basi aeree

07 aprile 2017



WASHINGTON (Stati Uniti d'America) - Cinquantanove missili Tomahawk contro le basi siriane di Ash Sha’irat: è questa la risposta degli Stati Uniti all'attacco con armi chimiche contro la cittadina di Khan Sheikhoun, che hanno causato la morte di oltre 80 persone, di cui almeno 22 bambini. Immagini che hanno sconvolto il mondo. La notte scorsa, è partita la controffensiva di Donald Trump.

L'azione e le dichiarazioni di Trump

I missili sono stati lanciati da due cacciatorpediniere nel Mar Mediterraneo. «Il dittatore siriano ha condotto un orribile attacco chimico contro civili siriani innocenti - ha comunicato Donald Trump - Ha soffocato donne, bambini, uomini. Una morte lenta e brutale. Stasera ho dato ordine di condurre una missione contro la Siria. E' nell'interesse vitale degli Stati Uniti impedire che avvengano attacchi con queste orribili armi chimiche».

La reazione di Putin

La televisione siriana ha definito l’attacco “una aggressione", mentre i media russi affermano che l'azione bellica potrebbe peggiorare i rapporti tra Mosca e Washington, nonché portare a un ampliamento dei conflitti armati in Medio Oriente.  «L'attacco degli Usa viola la legge internazionale - ha invece dichiarato il presidente russo Vladimir Putin - Washington ha compiuto un atto di aggressione contro uno Stato sovrano. Si tratta forse di un tentativo di distogliere l'attenzione dell'opinione pubblica dalle numerose vittime tra la popolazione civile in Iraq».

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