Mercoledi 22 novembre 2017 10:23

La Consob avvisa: «Presto una stretta monetaria». Italexit? Vegas: «Sarebbe uno choc per l’intera Eurozona»
Per il numero uno della Consib l'Italia, d'altra parte, deve prepararsi ad un periodo di stretta monetaria dal momento che negli ultimi vent'anni il sistema produttivo italiano ha subito un'erosione di competitività del 30% rispetto alla Germania

08 maggio 2017



ROMA - «L'inflazione si sta progressivamente riportando in prossimità dell'obiettivo del 2 per cento, mentre negli Stati Uniti è già in corso un inasprimento monetario. L'Italia dovrà preparasi ad affrontare la nuova situazione che si profila, non potendo più contare sul puntello esterno della leva monetaria». E' quanto dichiarato dal presidente della Consob, Giuseppe Vegas, nel discorso annuale al mercato finanziario, il settimo e ultimo della sua presidenza.

«Il quantitative easing della Bce - ha spiegato - ha ridotto la pressione su quei Paesi, come il nostro, che più di altri avevano bisogno di recuperare terreno sul piano della competitività, della stabilità e della convergenza, ma questa opportunità non è stata colta come dimostra il fatto che negli ultimi vent'anni il sistema produttivo italiano ha subito un'erosione di competitività nell'ordine del 30% rispetto alla Germania. Divario che è all'origine del differenziale di rendimento tra i titoli di Stato dell'Eurozona».

«La moneta unica - ha aggiunto Vegas - ha creato un ecosistema in cui la competitività può essere difesa e incrementata solo attraverso le leve dell'istruzione, dell'innovazione e delle riforma del quadro macroeconomico».

Italexit? «Si metterebbe a repentaglio la stabilità del mercato»

A tal proposito, per Vegas, una «Italexit sarebbe uno choc per l'intera Eurozona. Ne metterebbe a rischio la sopravvivenza. Lo scenario Italexit metterebbe a repentaglio la stabilità, il buon funzionamento del sistema finanziario e la salvaguardia del mercato». «Il primo e provvisorio bilancio di applicazione del bail-in non può dirsi positivo - ha espletato Vegas - Le stesse regole che l'Europa si è datata per assicurare stabilità si sono rivelate in questo caso un fattore di instabilità. La gestione delle crisi può richiedere interventi tempestivi incompatibili con i meccanismi Francoforte-Bruxelles».

Il presidente della Consob ha quindi evidenziato che «alla prova dei fatti, l'idea di circoscrivere ai soli investitori di una banca i costi del salvataggio si sta mostrando illusoria. Inoltre il bail-in, in assenza di un'adeguata fase di transizione, si è rivelato uno choc normativo che ha contribuito a minare la fiducia nel sistema bancario. Il bail in ha anche ridotto, fin quasi ad azzerarlo, lo spazio di manovra della vigilanza preventiva».

Quanto alla sfida posta da Fintech Vegas ha lanciato un appello: «La sfida che oggi in tutto il mondo i regolatori dei mercati finanziari hanno davanti a sé si chiama Fintech, ovvero digitalizzazione e disintermediazione dell'industria finanziaria - ha detto sottolineando -l'innovazione presenta, come sempre, opportunità ma anche rischi. Se non si vuole il far West occorrerà procedere a regolamentare i nuovi fenomeni. Pertanto, adeguarsi alla nuova realtà è vitale per il Paese e per l'industria in quanto ogni ritardo comporta una perdita di competitività».

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