Mercoledi 16 agosto 2017 19:32

Juventus, deferito Andrea Agnelli: «E’  inaccettabile, mi difenderò»




TORINO - «Qualche minuto fa mi è stato notificato un deferimento dalla procura federale, che riguarda il sottoscritto, Francesco Calvo, Alessandro D’Angelo e Stefano Merulla. Questa società, i suoi dipendenti e il sottoscritto non hanno nulla da temere o nascondere, ed è per questo che sono qui di fronte a voi».

Con queste parole Andrea Agnelli ha iniziato la conferenza stampa che in fretta e furia lui stesso convocato a poche ore dal deferimento ricevuto dalla Procura federale della Figc. Il presidente della Juventus è finito nell'occhio del ciclone per il presunta collaborazione della società bianconera con boss della 'ndrangheta e la curva bianconera.

Andrea Agnelli è un fiume in piena: «Nei mesi scorsi i dipendenti della Juventus che godono della mia massima fiducia hanno collaborato con la procura di Torino in veste di testimoni, nel quadro di un’indagine riguardante personaggi legati al mondo della criminalità organizzata. Questa veste di testimoni è stata sottoposta ad un controllo invasivo, con intercettazioni ambientali, e non è mai montata. Erano testimoni e lo sono rimasti fino alla chiusura dell’indagine penale . Oggi la procura federale emette un deferimento nel quale il mio nome quello dei nostri dipendenti rivestirebbe un ruolo di collaborazione con la criminalità organizzata. Tutto ciò è inaccettabile!».

Sugli incontri con gli ultrà il presidente  bianconero chiarisce: «Come ho scritto alcuni giorni fa, non ho mai incontrato boss mafiosi. A cadenze regolari, come è noto, ho incontrato tutte le categorie di tifosi: Club Doc, Member o gruppi ultras. E’ sempre stata un’attività fatta alla luce del sole e che penso rientri a pieno titolo nei doveri di un presidente di una società calcistica. Se alcuni di questi personaggi hanno oggi assunto una veste diversa agli occhi della giustizia penale, questo è un aspetto che all’epoca dei fatti non era noto, né a me, né a nessuno dei dipendenti della Juventus».

«Mi difenderò- conclude Andrea Agnelli - difenderò i nostri collaboratori e soprattutto difenderò il buon nome della Juventus che per troppe volte è già stato infangato o sottoposto a curiosi procedimenti sperimentali da parte della giustizia sportiva».

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