Martedi 26 settembre 2017 18:22

Traffico di droga dal Sudamerica all’Italia, 19 arresti. Tra i finanziatori anche un pediatra

18 aprile 2017



CATANZARO - Faceva parte di un'organizzazione che importava cocaina dal Sudamerica. Autore un pediatra che non solo acquistava ingenti partite di cocaina ma finanziava lo smistamento della droga in tutta Italia.

Insieme al pediatra altre 18 persone sono state arrestate e oltre 300 chili di droga sono stati sequestrati. E' questo il bilancio dell'operazione "Gerry" messa a segno dal nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Catanzaro nell'ambito di un'indagine coordinata dalla Procura della Dda, che ha sgominato l'organizzazione.

Le ordinanze di custodia cautelare sono state eseguite tra Calabria, Campania, Sicilia, Toscana, Piemonte e Lombardia. Secondo quanto emerso dalle indagini, fa sapere la procura della Dda, il sodalizio era «composto da soggetti vicini a diversi clan di 'ndrangheta, attivi sul versante jonico reggino».

La droga sequestrata avrebbe fruttato 100 milioni di euro

I militari sono riusciti a sequestrare nel porto di Livorno 300 chilogrammi di cocaina e circa 17 chili di codeina e hanno ricostruito poi un'ulteriore importazione di narcotico pari a 57 chilogrammi di cocaina e numerosi altri tentativi di importazione non andati a buon fine. Dalle indagini è emersa anche la compravendita di importanti partite di marijuana, hashish ed eroina. Ma non solo, è anche emerso, spiega la Procura, «come i trafficanti calabresi ricevevano disponibilità liquide anche da soggetti insospettabili, quali commercianti e professionisti, che non disdegnavano di fare affari mediante l'acquisto all'ingrosso della cocaina». Da qui l'azione dei finanzieri contro il pediatra.

Nell'inchiesta sono state identificate complessivamente 32 persone, 19 delle quali colpite da ordinanza di custodia cautelare. Ognuno aveva un ruolo ben preciso: dai finanziatori ai mediatori, a coloro che avevano il compito di ospitare gli emissari dei narcos colombiani.

La droga complessivamente sequestrata, una volta lavorata ed immessa in commercio, avrebbe fruttato all'organizzazione oltre 100 milioni di euro una volta raggiunte le piazze di spaccio. L'indagine è avvenuta in stretto coordinamento con la Direzione distrettuale antimafia presso la Procura della Repubblica di Firenze.

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