Mercoledi 13 dicembre 2017 21:39

Renzi: «Quereleremo chi dice che mandiamo lettera per il Sì coi soldi dello Stato»
Il premier, dal palco di un evento organizzato a Potenza per promuovere il "Si" al referendum, minaccia querele e stringe le fila dei suoi.

19 novembre 2016



POTENZA -  «Manderemo a casa di tutti un depliant per il Sì al referendum. E tutti quelli che dicono che spendiamo soldi pubblici per farlo li quereliamo, poi facciamo un bellissimo fondo e diamo in beneficenza il risarcimento danni». Così Matteo Renzi dal palco di un'iniziativa per il Sì a Potenza. Il premier mostra anche come sarà il volantino, caratterizzato dalla scritta "Se vince il No non cambia nulla".

«Non è un referendum su di me»

Renzi cerca ancora una volta di "spersonalizzare" il referendum. «Sono un boy scout della provincia di Firenze che ha 41 anni. L'idea di guidare questo Paese pro tempore mi fa venire i brividi. Non ho bisogno di aggiungere una riga al curriculum. Questo referendum non è per me ma per i nostri figli». Ma è ovvio che, in caso di sconfitta, lo scenario politico potrebbe cambiare repentinamente. «Questo governo è nato per fare le riforme costituzionali, le abbiamo fatte e deciderà il cittadino se vanno bene o no. Nostro compito era anche portare a casa la ripartenza che va ancora piano ma è molto più forte di prima».

«I numeri dei sondaggi non fanno paura, la partita è aperta»

I sondaggi danno il No in vantaggio, ma il premier non ha perso le speranze. Anzi. E' pronto a rilanciare. «Si potrebbe buttarla sul ridere dal momento che nel 2016 non ne hanno azzeccato una sola, non è che devono iniziare questa volta. Ma vedo la partita referendaria totalmente aperta in ragione degli indecisi. E le buone ragioni che ci spingono a lottare per il "Sì" sono più forti che mai. Sono convinto che la maggioranza silenziosa degli italiani sappia scegliere sulla base del quesito poi potranno scegliere Sì o no».

«Non sono l'uomo del "governicchio", gli inciuci non fanno per me»

«Chi fa il premier deve sperare che chi viene dopo farà meglio. Non sono nato per fare un governo tecnico, il governicchio. Se si cambia e si continua ci sono, se si torna alla grande accozzaglia che è la base politica del "No", che sono sempre i soliti politici, se vogliono galleggiare, che gestiscano loro il paese. Io non sono capace a fare inciuci e accordicchi».

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