Venerdi 20 ottobre 2017 05:15

Attentato ad Ankara, ucciso l’ambasciatore russo in Turchia
Giacca nera e cravatta, ha cominciato a sparare gridando vendetta: «Noi moriamo ad Aleppo, voi morite qua»

19 dicembre 2016



ANKARA (Turchia) - L'ambasciatore russo ad Ankara, Andrey Karlov, è stato ucciso a colpi di arma da fuoco nel corso di un attentato mentre teneva un discorso a una mostra fotografica nella capitale turca. A compiere l'attentato un poliziotto 22enne, appartenente alle unità anti-sommossa di Ankara, che è riuscito a introdursi all'interno della galleria d'arte mostrando il suo tesserino.

L'incubo della matrice islamica

Giacca nera e cravatta, ha cominciato a sparare gridando vendetta: «Noi moriamo ad Aleppo, voi morite qua». Si tratterebbe quindi del gesto di un estremista islamico: a confermare questa versione ci sarebbero i racconti di alcuni testimoni che hanno raccontato che l'attentatore avrebbe recitato dei versetti islamici dopo aver sparato. Qualcuno assicura di averlo sentito gridare «Allahu Akbar».

La strage di Aleppo dietro l'attentato

L'attentato è giunto dopo giorni di proteste di massa ad Ankara e Istanbul contro le rappresentanze diplomatiche di Russia e Iran, accusati dai manifestanti di essere responsabili della mancata evacuazione di civili nei giorni scorsi dalla città di Aleppo, dove si sta consumando un vero e proprio massacro. Proprio domani è in programma a Mosca una riunione tra i ministri degli Esteri per discutere della questione. L'attentatore, si apprende dai media turchi, è stato poi ucciso nel successivo blitz della polizia.

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