Venerdi 24 novembre 2017 14:01

Milano, Sala si lamenta degli investimenti al Sud: «Non si blocchi il Nord»

24 dicembre 2016



«Ci sono alcune cose che mi inquietano. Per esempio rivedo dopo anni un ministero per il Mezzogiorno. E il ministro in questione che dice: “Abbiamo 115 miliardi da investire per il Sud». Così il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, in un'intervista a la Repubblica. Il primo cittadino spiega di essere preoccupato per le attenzioni rivolte dal governo al Sud: «Io sono un teorico dell’annullamento delle due velocità. Ma per farlo non si blocca il vagone più veloce, sennò si finisce in stallo. Io non sono ostile al ministero per il Mezzogiorno, mi preoccupo che le attenzioni per il Sud non annullino quelle per il Nord».

«Noi offriamo il meglio al Paese»

«Non bisogna essere leghisti - prosegue - per difendere il Nord. Io lo faccio, da sinistra, guardando le cose da Milano. Noi offriamo al Paese il meglio, il nostro modello di sviluppo, la nostra efficienza nel fare le cose. Ma chiediamo attenzione e sostegno». Poi aggiunge: «Noi abbiamo firmato con Matteo Renzi un patto per Milano, nel quale sono scritti impegni precisi per l’allungamento delle metropolitane e per le nostre periferie. Il governo ci ha garantito fondi per finanziare questi interventi: vogliamo sapere presto quando questi fondi arriveranno».

Ma lo Stato al Sud spende di meno

In realtà, per il Sud, continuano ad essere anni duri. Secondo quanto contenuto nel Rapporto Svimez dello scorso anno, la spesa pubblica in conto capitale è crollata nel Mezzogiorno dal 2001 al 2013.  A livello nazionale è diminuita di oltre 17,3 miliardi di euro, passando da 63,7 a 46,3 miliardi di euro. Fatto pari a 100 il livello complessivo del 2001, nel 2013 la spesa è scesa al 72,2%, quale media tra l’80% del Centro-Nord e il 61% del Sud. In altri termini, dal 2001 al 2013 la spesa nel Mezzogiorno è diminuita di 9,9 miliardi di euro, passando da 25,7 a 15,8. In più, la spesa complessiva in conto capitale della Pubblica amministrazione è arrivata a pesare nel Mezzogiorno nel 2013 sul totale del Paese per il 34,1%, cifra nettamente inferiore all’obiettivo programmatico del 45% fissato in vari documenti di programmazione nei primi anni Duemila.

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