Mercoledi 16 agosto 2017 15:22

Nuovo attacco hacker, coinvolte grandi banche e società di tutto il mondo. Italia e Ucraina le più colpite
Il premier dell'Ucraina, Volodomyr Groysman, non ha esitato a definirlo «senza precedenti» e a puntare il dito contro la Russia accusata di cercare di attaccare la democrazia in tutto il mondo

28 giugno 2017



Un nuovo attacco hacker, simile al "ramsonware" WannaCry, ha colpito il mondo e in particolar modo l'Ucraina. Il virus si chiama Petya e anch'esso infetta i computer e chiede un riscatto di 300 bitcoin. Però questa volta il contagio è stato massiccio e il premier ucraino, Volodomyr Groysman, non ha esitato a definirlo «senza precedenti». Nel mirino, infatti, sono finite grandi banche, compagnie elettriche, società di trasporti: a Kiev in metrò non si poteva pagare con la carta di credito, e aeroporti. Persino la centrale nucleare di Cernobyl ha subito guasti, fortunatamente non ai sistemi critici interni.

E l'Ucraina ha subito puntato il dito contro la Russia. «Non c'è alcun dubbio che dietro a questi "giochetti" ci sia Mosca», ha tuonato il consigliere del ministro dell'Interno ucraino Zoryan Shkiriak, sottolineando come il cyber-attacco non sia altro che l'ennesima manifestazione della "guerra ibrida" del Cremlino.

«La Russia sta cercando di attaccare la democrazia in tutto il mondo. Attenzione in Italia»

«La Russia - ha aggiunto il ministro degli Esteri ucraino, Pavlo Klimkin, in un forum all'Ansa in collaborazione con il CeSI - sta cercando di attaccare la democrazia in tutto il mondo, non solo negli Stati Uniti, e cercherà di manipolare le elezioni anche in Italia perché l'Italia è molto importante per la Russia».

«Non solo, l'Italia è molto importante anche per la nostra economia. Il nostro export verso la penisola è quasi lo stesso di quello verso la Francia e la Germania: questo dà la misura dell'importanza delle nostre relazioni, come è emerso dall'incontro di ieri con Angelino Alfano», ha spiegato il ministro.

L'accusa, grave, è stata puntellata dalle parole del segretario del Consiglio di Sicurezza e della Difesa, Oleksandr Turchynov: «Già dopo un'analisi preliminare del virus - ha dichiarato - si può parlare di una traccia russa sebbene anche la Russia è stata colpita».  Intanto a Mosca nessuno si è preso ancora la briga di rispondere alle accuse ucraine e il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, si è limitato a garantire che «i sistemi informatici dell'amministrazione presidenziale funzionano regolarmente».

Italia e Ucraina le più colpite

L'Italia è il secondo paese dopo l'Ucraina più colpito dal virus. Lo dicono i ricercatori di Eset, produttore europeo di software per la sicurezza digitale. In Ucraina al momento è stato registrato il 78% delle rilevazioni, in Italia il 10% e, a seguire ci sono Israele (5%), Serbia (2%) poi Romania, Stati Uniti, Lituania e Ungheria con l'1% delle rilevazioni.

La Gran Bretagna si prepara a rispondere con i raid

D'altro canto, le notizie di contagio nelle ultime ore si sono moltiplicate e tra le vittime ci sono anche giganti globali come la britannica Wpp (pubblicità) o la danese Maersk (spedizioni). Gli attacchi degli hacker preoccupano a tal punto la Gran Bretagna, che ormai non esclude la possibilità di considerarli materia di risposta militare in avvenire, raid aerei compresi. L'avvertimento, per ora senza destinatari precisi, arriva dal ministro della Difesa, Michael Fallon. Come riporta il Telegraph: «Londra si è già attrezzata per contrattacchi interni "al cyberspazio" ma - aggiunge Fallon - in futuro potrebbero essere decise anche reazioni asimmetriche in ogni ambito: per cielo, per terra o per mare».

Un dettaglio fa temere il peggio

Ora resta da capire se la diffusione del virus sarà capillare come nel caso di WannaCry oppure se gli esperti informatici saranno in grado di contenerlo. Tuttavia un dettaglio fa temere il peggio: secondo Symantec, colosso della cyber-sicurezza, anche Petya (come WannaCry) userebbe EternalBlue, una delle "armi" trafugate all'Nsa, gli 007 digitali americani. Ovvero un codice d'attacco, in gergo "exploit". Nel caso di Wannacry la cyber arma ha sfruttato una vulnerabilità di un software di Microsoft (che poi ha corretto la falla) ed è stata diffusa da un misterioso gruppo di hacker di nome Shadow Brokers, che in qualche modo ha sottratto una serie di strumenti digitali all'agenzia Usa e poi li ha messi in rete.

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