Sabato 23 settembre 2017 18:32

Nel golfo di Napoli scoperto un “duomo” marino che emette gas




NAPOLI - Un duomo, ossia un rigonfiamento, sul fondo marino con associate emissioni gassose è stato localizzato per la prima volta nel Golfo di Napoli a una distanza di circa 5 chilometri dal porto di Napoli e 2.5 chilometri da Posillipo. Ad individuarlo un team di ricercatori dell'Istituto per l'ambiente marino costiero e di geoscienze e georisorse del Consiglio nazionale delle ricerche (Iamc e Igg del Cnr), dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) e del dipartimento di Scienze della terra dell'Università di Firenze, durante i rilievi della campagna Safe 2014 (Seafloor Acoustic Detection of Fluid Emissions) a bordo della nave oceanografica Urania del Cnr. Lo studio (Seafloor doming driven by degassing processes unveils sprouting volcanism in coastal areas) è stato pubblicato su Scientific Reports-Nature. «Questa struttura - spiega Salvatore Passaro dell'Iamc-Cnr - si trova a metà strada tra i vulcani attivi del Campi Flegrei e del Vesuvio a profondità variabili tra i 100 e i 170 metri. La sua altezza è di circa 15 metri e copre un'area di 25 chilometri quadrati». Durante i rilievi sono state scoperte 35 emissioni gassose attive e oltre 650 piccoli crateri riconducibili ad attività di degassamento avvenuto in tempi recenti. «Tutta quest'area - continua Passaro - si è formata per la risalita, tuttora attiva e comunque più recente di 12mila anni, di gas di origine profonda (mantello) e crostale. La risalita dei gas avviene lungo condotti di diametro variabile tra i 50 e i 200 metri che tagliano, piegano e fratturano i sedimenti marini attuali». «I dati raccolti nel Golfo di Napoli - afferma Guido Ventura, ricercatore dell'Ingv - ci indicano che siamo in presenza di un'attività correlabile a una fenomenologia vulcanica non associata, per ora, a una risalita diretta di magma. Tuttavia, come ormai noto da precedenti esperienze in Giappone, Canarie, Mar Rosso, queste manifestazioni possono, in alcuni casi, precedere la formazione di vulcani sottomarini o esplosioni idrotermali». Una fenomenologia analoga a quella riscontrata nel Golfo di Napoli caratterizza anche l'attività dei Campi Flegrei. «Lo studio di quest'area - conclude Guido Ventura- rappresenta oggi un punto di partenza per la comprensione dei fenomeni vulcanici sottomarini in zone costiere». © Riproduzione riservata