Giovedi 23 novembre 2017 04:21

Pozzuoli, il lago d’Averno si tinge di rosso: colpa del caldo e di un’alga

01 aprile 2017



POZZUOLI – Sarebbe il caldo anomalo di questi giorni la causa dell’insolito colore rossastro assunto nelle ultime ore dalle acque del lago d’Averno. A rivelarlo gli studiosi dell’Osservatorio vesuviano, che ieri hanno effettuato dei campionamenti lungo tutto il perimetro dello specchio d’acqua, escludendo che il fenomeno sia in qualche modo legato alla natura vulcanica del lago. «Non c'è nessun evento vulcanico o esalazione di idrogeno solforato come è capitato a dicembre scorso - ha spiegato Francesca Bianco, direttrice dell'Osservatorio - abbiamo effettuato un sopralluogo e prelevato due campioni delle acque in due diverse profondità. La temperatura, il ph, la salinità e la conducibilità dei valori sono nella norma. L'unica novità riguarda essenzialmente la presenza di micro-organismi di colore rosso che abbiamo notato attraverso lo studio al microscopio». L’insolita cromatura visibile da ieri sarebbe quindi dovuta al proliferare di alghe rossastre che si formano in concomitanza con ondate di caldo anomalo come quella che si sta registrando in queste ore, il tutto alimentato dal fatto che l’ostruzione del canale che collega il lago al mare impedisce il ricambio delle acque favorendo il ristagno di questi micro-organismi.

Sulla questione è intervenuto anche Stefano Sorvino, commissario straordinario dell’Arpac, annunciando ulteriori analisi nei prossimi giorni volti a «verificare lo stato di salute del lago e la vastità del fenomeno». Nella giornata di martedì i tecnici dell’azienda regionale hanno effettuato una serie di rilevamenti nelle acque del lago spingendosi fino ad una profondità di cinque metri. «La cosa che ci sembrava strana – spiega Giuseppe Onorati, dirigente responsabile dei monitoraggi - era lo stato di intensa torbidezza delle acque, mentre tutti gli altri valori come la salinità, la temperatura e il ph oscillavano nella normalità. Oltre i cinque metri e fino alla profondità i valori come la temperatura, che era intorno ai dieci gradi, mettevano in risalto un lago in perfetta salute». Un fenomeno che, conclude Sorvino, convenendo con la tesi fornita dagli studiosi dell’Osservatorio vesuviano, dipende dalla proliferazione e decomposizione di alghe nello stato superficiale delle acque, ma «per valutare l’entità dell’evento e comprendere di che specie di alga si tratti occorrono un sopralluogo e un’analisi più approfondita».

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