Sabato 24 febbraio 2018 11:23

Bruciata viva dall’ex a Pozzuoli, Carla scrive a Mattarella: «Introdurre il reato di omicidio di identità»




POZZUOLI - Toccante lettera di Carla, la donna bruciata viva a Pozzuoli, al capo dello Stato Sergio Mattarella. La donna, dalle pagine de la Repubblica. La lettera incomincia così: «Caro Presidente ti scrivo perché oggi, più che mai, da vittima voglio rappresentare un momento di riscatto e di riflessione per tutte le donne che subiscono, in silenzio, le violenze dei propri uomini. Ti scrivo per chiederti di sollecitare il nostro legislatore ad individuare, sulla scorta di quanto sta tristemente accadendo, una nuova figura di reato che punisca severamente coloro che, nel loro intento delittuoso, colpiscono le donne e, soprattutto, le cancellano dalla società civile».

Carla esprime al Presidente della Repubblica per un preciso scopo, quello di introdurre nel codice penale l'omicidio di identità. Il coma, le decine di operazioni ma una certezza: «Il mio aggressore ha voluto ed è riuscito a deturpare il mio volto. Mi ha ammazzato lasciandomi viva».

I pm hanno chiesto per l'imputato 15 anni di reclusione per tentato omicidio e stalking ma Carla ricorda come «io, come la povera Lucia Annibali (l'avvocato di Urbino sfregiata con l'acido dall'ex fidanzato), siamo vittime di chi ha voluto cancellarci, distruggere, deturpare il nostro viso,quello che ci consente di riconoscerci e renderci riconoscibili alla società. Le vittime del femminicidio sono il triplo di quelle di mafia e camorra messe insieme. La serialità di queste condotte non può più lasciare inerme il nostro legislatore».

Carla si affida a Sergio Mattarella e spera di essere ricevuta al Quirinale dal Presidente della Repubblica per continuare il processo di sensibilizzazione verso una problematica che sta affliggendo un numero sempre maggiore di donne in Italia.

Qui la lettera completa.

 

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