Giovedi 24 maggio 2018 08:25

Violentata a Varcaturo da un immigrato, don Licinio: «Salvini, castrati il cervello»

02 febbraio 2017

POMPEI - Non si placano le polemiche dopo la dichiarazione del segretario della Lega Nord, Matteo Salvini: «Ci vuole la castrazione chimica» riferendosi violenza sessuale consumata nel centro di accoglienza a Varcaturo, in provincia di Napoli ai danni di una donna di 62 anni.

Dopo l'attacco di Saviano che ha ricordato ironico al leader del Carroccio i dati diffusi dell'Istat: 652mila le donne che hanno subito stupri e 746mila le vittime di tentati stupri. «Che facciamo Matteo Salvini, castriamo un totale di 1 milione 398mila stupratori?», sull'argomento è intervenuto anche don Ivan Licinio, vicerettore del Santuario di Pompei.

Il giovane prete che guida la pastorale giovanile della Basilica pontificia dedicata alla Madonna del Rosario ha ribadito il commento che aveva affidato su Facebook: «Salvini, castrati il cervello», sottolineando di aver fatto ricorso a un "sillogismo".

Il sacerdote ha spiegato all'Ansa il senso della sua affermazione, riportata dal quotidiano Metropolis. «Il mio - sottolinea - è un sillogismo. Se una persona va punita per avere usato una parte del suo corpo per fare violenza, anche chi adopera il cervello in modo violento dovrebbe subire lo stesso trattamento. Il mio obiettivo era, dunque, solo per far capire che alle persone va dato rispetto. Innanzitutto alla vittima, ma anche all'aggressore che sia immigrato o italiano».

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