Giovedi 23 novembre 2017 02:59

«Infermiere a luci rosse all’ospedale di Caserta», la denuncia di Borrelli

02 maggio 2017



«Uno squallido giro di prostituzione coinvolgerebbe alcune infermiere dell’ospedale Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta». La denuncia arriva dal consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, componente della Commissione sanità. Borrelli, in un post su facebook, ha rivelato che sarebbero diverse le segnalazioni che confermerebbero i sospetti pervenute ai centralini della trasmissione "La Radiazza". Durante una puntata, riferisce il consigliere, è arrivata la telefonata di un ascoltatore che «ha raccontato di essere stato adescato con la scusa di un caffè che si è poi trasformato in un rapporto sessuale consumato in un bagno del reparto al costo di 50 euro».

Borrielli ha aggiunto che «la prostituzione avverrebbe in alcuni ambulatori che, di notte, sono chiusi, ma anche nelle scale di emergenza che non sono frequentate, soprattutto nelle ore notturne». Il consigliere dei Verdi ha chiesto alla dirigenza dell'ospedale una serie di verifiche volte ad accertare comportamenti contrari al decoro attraverso l'analisi dei sistemi di videosorveglianza. In caso di conferma dei sospetti, Borrelli auspica il licenziamento immediato in quanto «con la loro “assenza”, metterebbero anche a rischio la vita dei pazienti che potrebbero non ricevere l’assistenza immediata in caso di necessità».

La smentita della direzione sanitaria

Le forze dell'ordine e la direzione sanitaria smentiscono quanto raccontato dall'ascoltatore de "La Radiazza". «I reparti sono chiusi - fanno sapere in un'intervista al Mattino -. Vale a dire che nessuno può avere accesso se non citofonando e dando nome e cognome. Nessun estraneo può circolare in corsia». Inoltre, «abbiamo sistemi di videosorveglianza. Ragion per cui tutto quello che avviene in reparto e fuori viene monitorato», continuano i vertici che sulla integrità dei propri dipendenti non hanno alcun dubbio ma hanno avviato controlli ulteriori agli otto varchi di accesso alla cittadella ospedaliera. Infine, «abbiamo commissioni che costantemente verificano la presenza e l’opera dei nostri dipendenti», aggiungono ancora.

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