Camorra, comunicava con l’esterno dal 41bis. Le sorelle del boss dei Casalesi finiscono in manette

03 febbraio 2017



L'AQUILA - Riusciva a gestire i propri affari anche da 41bis, questa la scoperta della Dia relativa al boss dei Casalesi Francesco Bidognetti, detenuto nel carcere di massima sicurezza de L'Aquila.

Nonostante i colloqui - uno a settimana dalla durata di sessanta minuti - fossero tutti registrati, da quanto riportato da Il Mattino, Bidognetti aveva un modo ben preciso per comunicare e impartire ordini in sordina ai suoi familiari.

Si tratta dell'utilizzo di una bottiglietta d'acqua, la cui etichetta veniva utilizzata come catalizzatore di un vero e proprio codice Morse: il boss indicava le lettere stampate per comporre parole che orecchi indiscreti avrebbero ritenuto equivoche e, successivamente, queste venivano memorizzate dagli interlocutori e riportate fedelmente a chi di dovere.

Un intricato sistema di messaggi criptati, che gli uomini della Dia hanno studiato dalle registrazioni, riuscendo a incastrare prima i due avvocati difensori di Bidognetti e, nella giornata di ieri, le due sorelle. Tutti finiti agli arresti.

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