Domenica 24 settembre 2017 16:06

Pedofilia nella scuola elementare di Torre Annunziata, arriva il maxi risarcimento da 800mila euro

03 marzo 2017



TORRE ANNUNZIATA (NA) - In arrivo un maxi risarcimento per Salvatore, ora 30enne, di Torre Annunziata, in provincia di Napoli, che all'età di 7 anni venne violentato nella scuola elementare, il III circolo didattico, dalla banda degli orchi del rione Poverelli. A distanza di oltre 20 anni finalmente la Corte d'Appello di Napoli ha stabilito un risarcimento economico pari 800mila euro. Una cifra importante che però non ridarà la spensieratezza dell'infanzia a Salvatore.

Le violenze sessuali e le minacce

La notizia all'epoca fece il giro del mondo. Una storia crudele che vide Salvatore, insieme ad altri bambini, al centro di violenze sessuali. A turno nella scuola elementare nel rione Poverelli a Torre Annunziata venivano storditi con del whisky e minacciati con siringhe e poi violentati e filmati.

Fino a quando alcune mamme-coraggio, tra cui quella di Salvatore, uccisa poi nel 2004 sotto gli occhi del figlio, denunciarono le violenze. Nel giugno 1997 scattò il blitz che portò all'arresto di 17 persone. Tra gli indagati, due di loro, un bidello ed un fotografo, furono prosciolti, mentre gli altri furono tutti condannati in primo grado. Ma nel 1999 escono dalla galera per scadenza dei termini. Una libertà che dura poche ore: a un giorno di distanza furono giustiziati dalla camorra due uomini, condannati a 15 e 13 anni per gli stupri ai bambini.

Una vita sempre in fuga

Ma la vita di Salvatore non è stata solo segnata dalle terribili vessazioni a cui era costretto, ma anche dal riconoscimento degli assassini della madre essendo stata uccisa sotto i suoi occhi. Erano i mostri che la donna aveva consegnato alla giustizia. Da quel terribile giorno, il ragazzo, insieme a suo fratello Giuseppe (il suo tutore) ha passato gli anni successivi sempre in fuga, come i fanno testimoni di giustizia. Una vita rubata, la sua, tentando di sfuggire a chi gli aveva già fatto del male.

Non sono mai stati scoperti i mandanti dell'omicidio della donna non essendo considerati appartenenti ai clan. Così per Salvatore e Giuseppe finì la protezione e non vennero riconosciute come vittime di camorra sebbene gli avvocati abbiano più volte ribadito: «Le persone coinvolte avevano ricevuto condanne per camorra e risultano legati a Gionta e altri clan»

Il risarcimento

Al centro della storia la scuola elementare i cui insegnanti  furono assolti dalla responsabilità penale. Rischiava di cadere anche la responsabilità civile: Comune di Torre Annunziata e ministero presentarono appello contro la sentenza di primo grado. Ora, però dalla Corte d'Appello arriva la nuova svolta con la sentenza che spiega che ogni bambino stipula un contratto con la scuola, e che il ministero ha quindi la responsabilità su tutto quello che succede nella scuola durante l’orario delle lezioni, ha, dunque, l'obbligo di «vigilare sulla sicurezza e sull’incolumità dell’allievo e assicurarsi che nei locali scolastici non si introducano persone che possano arrecare danno agli alunni». Da qui li risarcimento di 500mila euro che, con gli interessi calcolati dal 1995 ad oggi, diventa di 800mila.

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