Martedi 26 settembre 2017 23:32

Camorra, Coldiretti: «Almeno 5mila ristoranti in Italia sono in mano alla criminalità»
L'agroalimentare è divenuto una delle aree prioritarie di investimento della malavita, che ne comprende la strategicità in tempo di crisi, perché consente di infiltrarsi in modo capillare nella società civile

03 aprile 2017



NAPOLI - «Sono almeno cinquemila i ristoranti in Italia nelle mani della criminalità organizzata che approfitta della crisi economica per penetrare in modo sempre più massiccio e capillare nell’economia legale». E’ quanto ha affermato la Coldiretti in relazione all’azione del centro operativo della Dia di Napoli che nell’ambito di una operazione anticamorra ha portato al sequestro di numerose unità immobiliari e partecipazioni in società tra le quali un ristorante nel centro di Milano e una sala ricevimenti già nota a Pozzuoli.

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Acquisendo e gestendo direttamente o indirettamente gli esercizi ristorativi le organizzazioni criminali hanno la possibilità di rispondere facilmente ad una delle necessità più pressanti: riciclare il denaro frutto delle attività illecite come è emerso dal rapporto agromafie elaborato da Coldiretti, Eurispes, e Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare.

L'agroalimentare attira sempre più le mafie per la sua strategicità in tempo di crisi

«Il volume d’affari complessivo dell’agromafia è salito – rileva la Coldiretti – a 21,8 miliardi di euro (+30% in un anno) perché la filiera del cibo, della sua produzione, trasporto, distribuzione e vendita, ha tutte le caratteristiche necessarie per attirare l’interesse di organizzazioni criminali. L’agroalimentare - continua - è divenuto una delle aree prioritarie di investimento della malavita che ne comprende la strategicità in tempo di crisi perché – precisa la Coldiretti – consente di infiltrarsi in modo capillare nella società civile e condizionare la via quotidiana della persone». «Le attività ristorative - continua ad osservare la Coldiretti - sono dunque molto spesso tra gli schermi legali dietro i quali si cela un'espansione mafiosa sempre più aggressiva e sempre più integrata nell'economia regolare. Grazie ad una collaudata politica della mimetizzazione, le organizzazioni riescono a tutelare i patrimoni finanziari accumulati con le attività illecite muovendosi ormai come articolate holding finanziarie, all'interno delle quali gli esercizi ristorativi rappresentano efficienti coperture, con una facciata di legalità dietro la quale è difficile risalire ai veri proprietari ed all'origine dei capitali. Tuttavia, grazie alle operazioni delle forze dell'ordine - conclude la Coldiretti - sono stati svelati gli interessi delle organizzazioni criminali nel settore agroalimentare ed in modo specifico nella ristorazione nelle sue diverse forme, dai franchising ai locali esclusivi, da bar e trattorie ai ristoranti di lusso e aperibar alla moda».

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