Venerdi 20 ottobre 2017 17:58

Morto Luigi Vollaro, un malore stronca il “Califfo” della camorra




E' morto lontano dalla sua Portici, nel carcere milanese di Opera dove era detenuto al 41 bis. Luigi Vollaro, 83 anni, si è spento ieri nella sua cella a causa di un malore. Classe 1932, è stato uno dei protagonisti delle guerre di camorra nell'area vesuviana tra gli anni '70 e gli anni '90. Il "Califfo", chiamato così per i 27 figli avuti nelle tante relazioni intrattenute, inizia alla sua ascesa criminale a metà degli anni settanta. Vollaro si aggancia subito a Carmine Alfieri nel far fronte comune contro Raffaele Cutolo. Nei primi anni ottanta è a fianco del boss di Piazzolla di Nola nel fondare la Nuova famiglia, joint venture tra vari gruppi criminali per far la guerra i cutoliani. Sono gli anni delle guerre di camorra da centinaia di morti all'anno. Il primo arresto arriva nel 1982, sospettato dell'omicidio di un suo affiliato. Sarà condannato all'ergastolo. Nel 1992 è tra i primi detenuti ad essere assegnato al regime di detenzione previsto dal 41 bis. Girovaga tra le carceri di massima sicurezza del Nord Italia mentre, fuori, i suoi figli raccolgono il testimone e prendono la reggenza del clan. Nonostante il boss sia in carcere, l'egemonia di Vollaro a Portici continua ad essere fortissima anche negli anni successivi la sua cattura. Nel 2009 una retata dei carabinieri assicura alla giustizia 32 persone, tra cui 5 figli del "Califfo". Le accuse sono gravi: associazione mafiosa, estorsione, traffico di droga e violazione delle leggi sulle armi. Pizzo imposto a tutti nell'area porticese. Richieste vessanti che sfociavano in violenza nei confronti di chi tentava di ribellarsi. Come ad esempio i fratelli Rossi, che videro andare in fiamme "Ciro a Mare", il loro ristorante al Granatello. © Riproduzione riservata