Venerdi 17 novembre 2017 18:38

L’allarme dei medici di famiglia: «Nostri studi presi d’assalto dopo il ripristino dei tetti di spesa»




NAPOLI - Nuovo allarme dei medici di base campani, che temono un vero e proprio assalto da parte dei tanti napoletani che negli ultimi mesi del 2015 hanno rinunciato ad esami e accertamenti medici a causa dell'esaurimento dei tetti di spesa. A segnalare la difficile situazione che stanno vivendo numerose famiglie campane Corrado Calamaro e Luigi Sparano, leader della Fimmg Napoli. «Per più di due mesi moltissimi cittadini hanno rinunciato a curarsi. Ora con il nuovo anno ci sarà un assalto ai nostri studi per avere le prescrizioni e fare gli esami che non si sono potuti fare prima. Napoli vive una situazione inaccettabile per qualsiasi altra città europea». «Una vergogna alla quale i medici di famiglia sono stanchi di assistere inermi - proseguono in una nota Calamaro e Sparano - Troppe volte negli ultimi tempi abbiamo assistito alla rinuncia alla cure da parte di cittadini-pazienti che hanno dovuto scegliere tra pagare le bollette e una risonanza o una tac». L'allarme lanciato dai vertici Fimmg sembra riguardare l'intero territorio regionale, dove il calo delle visite e delle prescrizioni registrato negli ultimi mesi dell'anno appena conclusosi fa temere per quello appena iniziato un'improvvisa corsa ai medici di famiglia: «Le notizie che ci arrivano dal territorio, dagli studi dei nostri associati ci preoccupano - si legge nella nota - e ci fanno pensare che per colpa dell'esaurimento dei tetti di spesa ora stiamo per assistere ad un vero e proprio assalto, che avrà come conseguenza un enorme stress lavorativo per i medici di famiglia e peggio ancora un pesante disservizio per i cittadini che saranno costretti a lunghissime attese nei nostri studi». I dati sono eloquenti, se si pensa che la Fimmg Napoli annovera circa 1.200 associati, pari ad oltre 1.500 studi sul territorio e 1milione 400mila cittadini: «Questi sono i numeri del più moderno dramma della sanità partenopea - concludono i vertici della Fimmg - Si pensi solo ai malati oncologici, che a Napoli e provincia in molti casi sono costretti a rimandare di mesi i controlli periodici. Ogni medico di famiglia ne conta a decine, uomini e donne che hanno posticipato al primo trimestre del 2016 gli esami che avrebbero dovuto fare nel quarto trimestre 2015. Una vergogna. Queste persone hanno fatto il conto alla rovescia non per brindare al nuovo anno ma ai nuovi budget. Perché finalmente potranno sapere se il tumore è in remissione o se invece è tornato». Una condizione con quale i medici di famiglia sono costretti a confrontarsi ogni giorno «con un numero di prestazioni incredibile, 22 mila l'anno per ciascun medico, pari ad oltre 85 prestazioni al giorno, con le inevitabili file all'interno dei rispettivi studi medici che tutti conoscono». © Riproduzione riservata