Giovedi 23 novembre 2017 00:55

Napoli, giovane imprenditore testimonia contro i clan e resta senza scorta




NAPOLI - Le mafie si combattono in tanti modi, dall'aiuto fornito dalle forze dell'ordine sulla strada, alle aule dei tribunali. A volte però capita che qualche cittadino si stufa e partecipa in prima persona alla lotta a questo cancro. È la storia di L.L., giovane imprenditore campano che, vessato continuamente da minacce, estorsioni e sequestri, ha deciso di raccontare tutto alla Dda per poter tornare a vivere una vita tranquilla. La sua preziosa testimonianza ha permesso agli inquirenti di poter condannare in due processi alcuni esponenti dei clan del casertano e del napoletano, in particolare quelli appartenenti agli scissionisti. Tuttavia L. non ha ancora una scorta, le estorsioni si sono placate, ma il pericolo per la sua vita e quella dei suoi cari resta. A denunciare questa situazione è l'associazione antimafia Antonino Caponnetto. «Solo pochi giorni fa si è concluso il secondo processo con ulteriori condanne a criminali tuttora a piede libero. Non è difficile dunque immaginare il clima che circonda il coraggioso imprenditore - tuona il presidente dell'associazione, Elvio Di Cesare - Un uomo che ha solo compiuto fino in fondo il suo dovere di cittadino italiano, ma un uomo che lo Stato oggi lascia solo in balia dei suoi aguzzini.». In sostanza, le carte affinché venga fornito all'imprenditore un servizio di scorta ci sono, ma nessuno si è ancora adoperato affinché i documenti si traducano in realtà. «Benché sulla carta sia stata disposta la protezione di L. - spiega ancora Di Cesare - nei fatti ciò non è mai avvenuto, tanto che anche all'ultima udienza dei giorni scorsi l'imprenditore è arrivato da solo, tanto che all'ultima udienza lo stesso pm antimafia ha espresso apertamente sconforto nel constatare che nessuna delle sue prefetture avesse dato concretamente seguito alla procedura di tutela secondo quanto previsto per legge. La protezione al testimone di giustizia di fatto, ad oggi, 4 gennaio 2016, ancora non c'è». ©Riproduzione riservata