Lunedi 20 novembre 2017 23:51

Crollo Chiaia, Comune e Ansaldo dovranno mettere in sicurezza Palazzo Guevara




NAPOLI - Il giudice monocratico del tribunale civile, Maria Luisa Arienzo, ha accolto il ricorso presentato dai condomini e dai proprietari di palazzo Guevara di Bovino, una cui ala crollò il 4 marzo del 2013, obbligando il Comune, l'Ansaldo e le altre imprese esecutrici della Linea 6 della metropolitana alla messa in sicurezza dello stabile. L'atto d'accusa presentato dal giudice è secco e diretto nello specificare che, senza tanti giri di parole, i lavori andarono avanti nonostante tutti fossero al corrente dei rischi, ma solo ed esclusivamente perché vennero anteposti degli interessi economici. «Sulla scorta - ha scritto la Arienzo, così come riportato anche da Repubblica - della consapevolezza delle varianti approvate al progetto esecutivo e delle criticità emerse in fase realizzativa, erano in grado di apprezzare l'indefettibilità dell'intervento di intasamento del terreno e tutti, invece, deliberatamente decidevano di ometterlo, concludendo con scellerata determinazione, assunta nella riunione del 25 febbraio del 2013, per la immediata ripresa dei lavori, provocando, con tale condotta, scientemente omissiva, il fenomeno dannoso, che, non a caso, si verificava nel primo giorno di inizio dei lavori rimasti sospesi a seguito dell'allarme destato dal precedente episodio del gennaio 2013». Le avvisaglie di pericolo, sottolinea il giudice, c'erano state, e ricorda il cedimento avvenuto il 23 gennaio del 2013 del pavimento di un negozio al civico 81, limitrofo a Palazzo Guevara di Bovino. Di quell'evento infatti si discusse ampiamente anche nel corso di una riunione tenutasi all'Ansaldo, il 25 febbraio, a cui presero parte i direttori dei lavori, i progettisti e i rappresentanti del Comune. «Tutte le parti - prosegue nel suo provvedimento il giudice Arienzo - sottolinearono la necessità di una particolare cautela nella prosecuzione dell'opera e si discusse dell'opportunità di iniettare, a tergo dei giunti tra le paratie, miscele chimiche con lo scopo di sigillare e di intasare il terreno. Ma alla fine si decise di rinviare l'intervento "in considerazione del fatto che non ci sono venute d'acqua in corso”». Il resto poi è cronaca nota. Pochi giorni dopo infatti un'ala del palazzo crollo, fortunatamente senza mietere vittime. In base a queste valutazioni dunque, e nella determinazione espressa dai soggetti operanti di voler proseguire i lavori nonostante i problemi emersi, il giudice Arienzo ha ravvisato «una inescusabile violazione, degli obblighi specifici insiti nelle funzioni di controllo e di vigilanza spettanti alla concedente, al concessionario alle imprese appaltanti», ragion per cui si dovrà realizzare, a carico di Ansaldo e Comune, «una zattera di fondazione in cemento armato estesa a tutta l'area di sedime del civico 71». © Riproduzione riservata