Venerdi 17 novembre 2017 23:53

Sequestrati beni per 6 milioni di euro ad imprenditore vicino al clan Belforte

04 maggio 2017



SANTA MARIA CAPUA VETERE (CE) - Ammonta approssimativamente a 6 milioni di euro l’insieme di beni, mobili e immobili, nella disponibilità di un imprenditore del Casertano, e della sua famiglia, sequestrato oggi dagli investigatori della Dia a fronte del decreto emesso dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere.

L’imprenditore in questione, un 56enne di Capodrise, in provincia di Caserta, è ritenuto vicino al clan Belforte di Marcianise, sempre nel Casertano. Tratto in arresto nel dicembre del 2012 perché responsabile di attività usuraia, l'uomo era stato raggiunto da un provvedimento di sequestro nel 2015, sempre per il reato di usura aggravata. Era stato arrestato di nuovo nel 2014, con altre 15 persone, per aver fornito l’uso di uno stabile a uomini del clan Belforte. Nel maggio del 2016 era stato condannato dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere a 12 anni e 8 mesi di reclusione.

Le indagini, svolte anche grazie alle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, hanno consentito di ricostruire un quadro di azioni dell’imprenditore che, attraverso un'azienda produttrice di calcestruzzo, favoriva, ed era favorito rispetto alla concorrenza, il clan Belforte attraverso segnalazioni sui cantieri che venivano aperti: provvedeva al ritiro delle some estorte ed organizzava incontri tra imprenditori estorti e appartenenti al sodalizio criminale.

Le indagini, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli ed eseguite dalla polizia di Stato di Caserta, hanno consentito di riscontrare che, nel tempo, il sistema criminale ideato dall'imprenditore e dai suoi sodali, definiti anche le “spie del pizzo”, era così collaudato che altri imprenditori che avviavano nuove attività si rivolgevano “spontaneamente” ai fornitori di calcestruzzo contigui al clan, affinché gli indicassero i referenti dell’organizzazione che dovevano contattare per “mettersi a posto”.

I beni sequestrati al 56enne e ai suoi familiari sono le quote di partecipazione a due imprese con sede in Caserta, operanti nel settore immobiliare. 37 immobili nei comuni di Capodrise, Casapulla, Caserta, Dragoni, Maddaloni e Orta di Atella e 7 rapporti finanziari. Il valore approssimativo dei beni raggiunti dal provvedimento ablativo ammonta a circa 6 milioni di euro.

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