Venerdi 22 settembre 2017 06:11

Buona Scuola. Proteste per i trasferimenti a Napoli, tensione tra insegnanti e Polizia




NAPOLI - Manifestazione in piazza Plebiscito, questa mattina, degli insegnanti colpiti dai trasferimenti previsti nel decreto della 'Buona Scuola'. La decisione del ministero, definita una vera 'deportazione', non è piaciuta ai destinatari che si sono radunati all'esterno della Prefettura per chiedere chiarimenti sui criteri di destinazione. Non sono mancati i momenti di tensione con le forze dell'ordine, che hanno creato un cordone attorno all'edificio. Gli agenti sono entrati a contatto con alcuni manifestanti e la situazione ha rischiato di trascendere. Gli agenti hanno poi tolto i caschi in segno di distensione ma c'è chi, tra i docenti, li accusa di aver spintonato chi protestava. "NON CHIEDONO IL POSTO FISSO" - A fianco degli insegnanti presente anche l'assessore alla Scuola del Comune di Napoli, Annamaria Palmieri. Chi protesta, secondo l'assessore, «non chiede il posto fisso sotto casa ma l'uso della logica, il rispetto delle competenze e della carriera maturata e la trasparenza delle procedure». «Tra le situazioni più eclatanti - prosegue Palmieri - docenti con punteggi altissimi assegnati ad ambiti territoriali del nord, mentre restano vacanti o sono assegnate a docenti con punteggi minori sedi più vicine; docenti che hanno maturato esperienze e competenze in alcune classi di concorso assegnati al centro-nord su cattedre del tutto diverse, prevalentemente su posti di sostegno; docenti che hanno lavorato su posti vacanti in Campania da anni, illogicamente trasferiti in altra classe di concorso pur avendo richiesto continuita' nel proprio ambito e nel territorio». "CRITERI PARADOSSALI" - «Siamo di fronte ad un paradosso. Per costruire una "vera" buona scuola i requisiti base sono la continuità e la stabilità del corpo docente, motivato e legato umanamente e affettivamente alla comunità territoriale; chi viene mandato a migliaia di chilometri da casa ovviamente non può assicurare questo, se viene costretto a lasciare territorio, casa e figli e a mantenersi con uno stipendio misero chissà dove. Il secondo requisito e' la competenza: ebbene, quali competenze potranno accampare docenti che hanno sempre lavorato in altro ordine di scuola o su un' altra materia rispetto a quella assegnatagli? E poi quale preside - secondo il discutibile meccanismo della chiamata diretta- sceglierà questi docenti in base al cosiddetto curricolo, ben sapendo che essi, che per anni sono stati precari della scuola, ora sono stati trasformati in precari della vita? Bisogna capire cosa non ha funzionato nel meccanismo di assegnazione e correggerlo subito, nell'interesse di tutti gli studenti della scuola italiana», conclude l'assessore Palmieri. © Riproduzione riservata