Martedi 22 agosto 2017 15:00

Suicidio Tiziana Cantone, il Tribunale di Napoli: «I video andavano rimossi da Facebook»




NAPOLI - «Dovevano essere rimossi da Facebook i link e le informazioni relative a Tiziana Cantone, a prescindere da un preciso ordine dell'autorità amministrativa o giudiziaria». E' quanto ha stabilito il Tribunale civile di Napoli Nord che con un'ordinanza ha parzialmente rigettato il reclamo di Facebook Ireland, dando ragione alla madre di Tiziana, la 31enne di Mugnano di Napoli, suicidatasi il 13 settembre scorso dopo la diffusione sul web, a sua insaputa, di video hard che la ritraevano.

«Dopo la pronuncia del giudice a favore della madre di Tiziana, Facebook ha l'obbligo morale di fornire tutti gli elementi utili a individuare le generalità di quelle persone che, nascoste dietro falsi profili, hanno aperto le pagine su cui sono state caricati quei contenuti diffamatori, tra link, video e commenti offensivi, che hanno contribuito a creare quella gogna mediatica che ha determinato in Tiziana quello stato di prostrazione che l'ha portata alla morte». Lo ha affermato all'Ansa l'avvocato della madre di Tiziana, Andrea Orefice, commentando l'ordinanza del Tribunale civile di Aversa che ha in parte censurato Facebook perché nei mesi scorsi non rimosse immediatamente tutti i contenuti illeciti pubblicati sulle sue pagine dedicate a Tiziana. «La madre di Tiziana auspica che Facebook ora collabori concretamente con le due Procure impegnate nelle indagini penali», ha aggiunto l' avvocato.

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