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Ritardi nei soccorsi, la replica del Saues: «A Napoli poche ambulanze. Chiamate il 118 solo in caso di effettiva necessità»

05 marzo 2017

A distanza di poco più di una settimana dalla lettera-denuncia inviata alla nostra redazione da un lettore che ha assistito alla caduta dal proprio motorino di un uomo di 75 anni in via Caracciolo, mettendo in evidenza il ritardo del sopraggiungere dell'ambulanza, è arrivata la replica da parte del dottor Gianpiero Fusco, referente del Saues (Sindacato autonomo emergenza sanitaria) dell'Asl Napoli 1 Centro.

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«Innanzitutto vorrei precisare - ha spiegato - che purtroppo i napoletani non sanno che le ambulanze sono al di sotto del numero necessario. In città circolano solamente 15 ambulanze, di cui solo 9 sono medicalizzate, e non tutte vengono utilizzate per compiti di specifica emergenza. Pertanto invito i cittadini a capire la situazione di disagio che ogni giorno dobbiamo affrontare. Nonostante il nostro impegno e sacrificio, sarebbe opportuno venirci incontro evitando di fare richiesta di un'ambulanza anche in caso di un codice verde. Con questo non dico che nella fattispecie del caso in questione sia giustificato il ritardo dei soccorsi, ma vorrei chiarirne il motivo. Purtroppo a seguito dei tagli che si sono avuti nella sanità dobbiamo renderci conto che l'ambulanza è un bene prezioso che va razionalizzato - continua  Fusco - per cui esorto i napoletani a farne richiesta solo in caso di effettiva necessità, ossia in tutte quelle situazioni in cui ci può essere rischio per la vita o l'incolumità di qualcuno come nel caso di malori, infortuni, traumi, ustioni, avvelenamenti, incidenti (domestici, stradali, agricoli, industriali) o annegamenti».

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