Mercoledi 13 dicembre 2017 02:49

Camorra. Arrestato il giovane boss Walter Mallo, che citava Castro e Che Guevara




NAPOLI - E' finita con l'arresto la rapida ascesa di Walter Mallo, giovane boss a capo dell'omonimo gruppo camorristico emergente. I carabinieri della Compagnia Vomero di Napoli lo hanno arrestato la scorsa notte, insieme a due uomini di fiducia. I tre sono accusati, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso e di detenzione e porto illegale di armi, aggravate dall'aver agito per finalità mafiose. Il provvedimento di arresto è stato emesso con urgenza dal gip per evitare che proseguisse lo scontro armato fra alcuni gruppi criminali di Napoli. All'interno dell'abitazione di Mallo, i militari hanno rinvenuto  un rettilario con un pitone, uno degli animali che gli uomini di camorra amano esibire. IPERBOLE CRIMINALE - 27 anni e una statura criminale già conquistata. Figlio di uomo ucciso in un caso di lupara bianca, è stato protagonista di un'ascesa veloce: partito dal rione Sanità, che ha poi abbandonato, ha esteso i propri interessi sul rione Don Guanella, contendendo le piazze di spaccio al 'clan dei Capitoni', da anni egemone nella zona. Ne è scaturito un nuovo focolaio della guerra di camorra che, da mesi, sta interessando il capoluogo partenopeo. Lui stesso, qualche tempo fa, è scampato ad un agguato a Capodimonte. BOSS SOCIAL - Riferisce l'Agi che Mallo aveva anche un profilo facebook, con un nome diverso da quello di battesimo, da cui dispensava massime che mandavano in visibilio i giovani affiliati al clan. I suoi post, infatti, erano potevano vantare diverse condivisioni e facevano incetta di 'mi piace'. «Vengo dalla vecchia guardia, quella fatta da uomini con valori, la loro umiltà mi è stata trasmessa e la porterò avanti sempre. Il sangue onorato vincerà», scrive sul suo profilo. Il boss emergente cita Fidel Castro: «Patria o morte» e Che Guevara: «Hasta la victoria, siempre». Infine nel giorno dell'omicidio di un uomo, ritenuto affiliato al suo gruppo, attacca gli «infami di merda» e i «giornalisti falliti». «Fratello mio, un'anima buona come la tua non meritava questo. Avrai potuto fare tutti gli sbagli che diranno ma sono stati infami e la pagheranno». © Riproduzione riservata