Domenica 20 agosto 2017 07:41

Elezioni Napoli. I Verdi: «Voti comprati, granite ai votanti e foto alle schede»




NAPOLI - Da questa mattina si stanno susseguendo le denunce riguardanti brogli e compravendite durante le elezioni amministrative a Napoli. Una nota dai toni durissimi è stata diffuda dai Verdi. Nel documento, firmato dai portavoce regionali, Benedetta Sciannimanica e Vincenzo Peretti, dai portavoce cittadini, Stefano Buono e Stefania Zenga, dal consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli e dal capolista al Consiglio comunale di Napoli, Augusto Lacala, sono denunciati una serie di episodi tutt'altro che chiari. PALLONETTO A SANTA LUCIA, SCUOLA PALIZZI - «Dalla prima mattinata un gruppo di circa 5 loschi figuri (di cui due molto corpulenti e tatuati con tipici disegni di chi è stato in galera), hanno presidiato l'incrocio poco distante dal seggio di piazzetta Salazar scuola Istituto d'arte "Palizzi" dove vota il Pallonetto di Santa Lucia, mentre maneggiavano denaro con gruppi di elettori "tipici" . Qualche anziano è stato sentito mentre diceva: "bbuon, vint'euro!".  Alle ore 11 circa i tre poliziotti avanti alla scuola, che avevano già visto la scena, allertati da un gruppo di cittadini attivi, sono intervenuti anche con le volanti per identificarli e invitarli ad allontanarsi. Alle ore 12 la scena è continuata un po' più su» spiega il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli rappresentante di lista proprio nei seggi a rischio del Pallonetto. CHIAIA, LICEO UMBERTO - «Al Liceo Umberto - continuano i Verdi - i rappresentanti di lista del Sindaco De Magistris hanno contestato il fatto che il vigile urbano distaccato al plesso che dovrebbe intervenire per evitare brogli è la moglie del Presidente uscente della Municipalità Fabio Chiosi che tra l'altro è fuori i seggi in pianta stabile a sostegno della sua coalizione. E' palesemente inopportuno oltre che a nostro avviso scorretto. Andrebbe allontanata visto che nonostante i solleciti non è intervenuta per fermare gli uomini del marito che continuano a fare campagna dentro i seggi nonostante le proteste degli altri partiti e liste civiche». VOMERO, SCUOLA BELVEDERE - «Al Vomero il Presidente della Lipu Fabio Proccaccini - si legge nel comunicato - ha assistito alla scena che ha riguardato S. R. giovane donna, sorpresa dal Presidente della Sezione elettorale 358 nel plesso scolastico di Vico Acitillo - Vomero - scuola media Belvedere. per aver scattato una fotografia alla scheda votata. Il Presidente ha sentito il "clik". Ha fermato la donna ed ha fatto intervenire gli agenti di Ps addetti alla sicurezza del plesso. Dopo un po' è intervenuta anche una volante del 113». «Una persona è stata fermata mentre dava 15 euro a un cittadino che aveva appena votato e che è fuggito via dopo che i rappresentanti di lista hanno cominciato a chiedergli spiegazioni», continua il documento. CORSO VITTORIO EMANUELE - Il lungo dossier contiene anche la denuncia gravissima arrivata da Marco Cocifoglia rappresentate di lista di Dema. «Mentre transitavo nei pressi della scuola Vittorio Emanuele in via Santa Maria Apparente - spiega Cocifoglia -, sopraggiungeva una persona non identificata con scooter e distribuiva un pacco di certificati elettorali. Ho provveduto a denunciare telefonicamente la cosa alla Questura di Napoli». PIANURA, SCUOLA SCHERILLO - «A completare il quadro desolante è stato l'arrivo della Digos al seggio della scuola Scherillo a Pianura chiamata dai rappresentanti di Dema e Verdi dove sono stati allontanati decine di personaggi che non erano neanche rappresentanti di lista e che pretendevano di accompagnare la gente a votare nei seggi», prosegue la nota. I Verdi, nel documento, riferiscono di un candidato che, a Pianura, «offriva granite a tutti coloro che gli dicevano di averlo votato». «E' un quadro desolante - conclude Borrelli - la gente oramai si "vende" per pochi spicci rinunciando al diritto/dovere di eleggere rappresentanti nelle istituzioni validi e perbene. Noi andremo avanti fino alla fine con denunce e segnalazioni alle forze dell'ordine». © Riproduzione riservata