Venerdi 21 settembre 2018 00:23

Sanità a Napoli, indetto sit-in di protesta contro lo smantellamento dei reparti dell’ospedale San Gennaro


NAPOLI - Lentamente muore chi resta indifferente al disgregamento della sanità pubblica, si potrebbe dire parafrasando un famoso verso di Neruda. Un fatto acclamato, quello del grandissimo gap della sanità campana, che oggi si arricchisce di una nuova e preoccupante prospettiva: lo smantellamento e la chiusura di tantissimi reparti dell'ospedale San Gennaro del rione Sanità, a Napoli. Un provvedimento che non è piaciuto ad associazioni, cooperative e centri sociali che, all'indomani della divulgazione del decreto regionale numero 33, si sono mobilitati e hanno fissato un sit-in di protesta per il prossimo 14 ottobre, alle ore 16:30, in Piazza Sanità, centro nevralgico del quartiere. «L'ospedale San Gennaro è morto in obbedienza al decreto regionale 33 che ne rispetta un altro, quello governativo» questa la dicitura intestata su un volantino divulgativo distribuito dagli attivisti, i quali hanno trovato appoggio anche nella figura del parroco del quartiere, Alex Zanotelli. Quella del 14 ottobre tuttavia non rappresenta un unico caso isolato. In merito alla questione dello smantellamento del presidio ospedaliero San Gennaro si sono svolte diverse proteste che, tuttavia, non sono riuscite ad attirare l'attenzione delle persone giuste, le quali hanno firmato proprio in questi giorni l'atto che decreta i tagli e la chiusura dei reparti. Uno smacco vero e proprio nei confronti degli abitanti della zona, i quali, oltre a trovarsi in un quartiere che negli ultimi mesi è teatro di una guerra fra bande di stampo camorrista, presto si vedrà anche decurtato di un bene pubblico essenziale. Gli ospedali con pronto soccorso più vicini sono, infatti, il Pellegrini, nel quartiere della Pignasecca, e il Cardarelli, su ai Camaldoli. Per questo motivo la Rete del Rione Sanità, fondata sullo strumento sempre più efficace dell'assemblea popolare, si è mobilitata verso il sit-in del prossimo 14 ottobre. Sono gli attivisti della Rete a spiegare cosa rimarrà del presidio ospedaliero: «Il S.Gennaro sarà un polo territoriale riabilitativo e polispecialistico, con accesso tramite ticket, disattendendo le proposte dei lavoratori del S.Gennaro. Questo colpirà le fasce più deboli, in un quartiere con gravi difficoltà economiche. Purtroppo sono sempre gli impoveriti a pagarne le conseguenze.In più, viene così chiuso l’unico polo di legalità in un Quartiere ad alto tasso di violenza, dove manca un presidio fisso di polizia e di vigili urbani.».

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