Domenica 22 ottobre 2017 08:32

Suicidio Tiziana, Facebook: «Non siamo obbligati a rimuovere il video»




NAPOLI - Non basta il suicidio della 31enne di Mugnano di Napoli, Tiziana Cantone, che si è tolta la vita a causa della gogna mediatica scatenata dopo la pubblicazione e la conseguente diffusione sui social network del video hot che la vedevano protagonista. A distanza di settimane ecco che arriva la beffa: Facebook Ireland ha scritto ai giudici del Tribunale civile di Napoli di «non essere tecnicamente nelle condizioni di esaminare, per poi rimuoverli tempestivamente, eventuali post riferiti specificamente a Tiziana». Ma non solo, Facebook ha anche aggiunto che «non avrebbe alcun obbligo di rimuovere i contenuti su richiesta dell’utente, ma sarebbe tenuta a farlo solo in presenza di un ordine emesso dalle autorità competenti». Questo, dunque, il sunto di 23 pagine di reclamo con il quale ha rotto il silenzio dopo l'imposizione del giudice che obbligava il colosso dei social network ad eliminare i profili e i link che riproponevano l'immagine della 31enne. «L'ordinanza del giudice - si continua a leggere nel ricorso - contiene alcuni errori sia nella disposizione della rimozione, sia con espressioni che suggeriscono il controllo preventivo delle notizie condivise in rete. Quest'ultima cosa è impossibile da parte di Facebook Ireland». Intanto l'udienza di appello inizia oggi dinanzi al Tribunale di Napoli Nord durante il quale si discuterà del reclamo del colosso della comunicazione virtuale dove da un lato la difesa, che rappresenta la mamma di Tiziana, si opporrà all'impugnazione del reclamante e dall'altro saranno seduti i legali di Facebook che invece lotteranno affinché il ricorso non venga rigettato.