Sabato 23 settembre 2017 18:28

Tegola per il cardinale Sepe, è accusato di aver coperto un prete pedofilo. La curia di Napoli: «Nessun insabbiamento»

06 febbraio 2017



NAPOLI - Una nota della cancelleria della diocesi di Napoli, diffusa oggi, contesta le accuse all'arcivescovo, riportate da Repubblica, secondo le quali il cardinale Crescenzio Sepe avrebbe insabbiato le accuse ad un prete pedofilo.

La nota, diramata nel primo pomeriggio, chiarisce alcuni punti del caso che vede coinvolto un uomo che ha accusato il cardinale Sepe di aver coperto il prete che avrebbe abusato di lui, negli anni 1986-1992, quando era adolescente.

Nel 2010, si legge nella nota, firmata dal cancelliere arcivescovile, padre Luigi Ortaglio, dopo aver ricevuto delle lettere in cui la presunta vittima denunciava di aver subito abusi, «nonostante fino a quel momento il sacerdote avesse sempre goduto della stima dei superiori e dei fedeli, l'arcivescovo incaricò immediatamente il vicario generale di condurre un'indagine per verificare la verosimiglianza delle accuse mosse».

In quell'occasione furono ascoltati la presunta vittima, il suo psichiatra e il presunto prete pedofilo. «Nonostante nulla confermasse le accuse, si convenne insieme al sacerdote sull'opportunità di un periodo sabbatico di riposo e distacco dalla parrocchia presso una comunità religiosa, fuori diocesi», precisa la nota.

«Nel 2014 - si continua a leggere -  il giovane, prima personalmente e poi tramite il suo legale, chiedeva di essere ancora una volta ascoltato dall'Autorità ecclesiastica e di ottenere dall'arcidiocesi di Napoli un risarcimento per i danni provocati dai presunti abusi da lui denunciati. Nel frattempo, la presunta vittima, sostenuta dalla rete "L'Abuso", si è rivolto al Santo Padre. La Congregazione per la dottrina della fede, come avviene generalmente in questi casi, con lettera del 2 ottobre 2014 affidava all'arcidiocesi di Napoli il compito di effettuare una "investigatio previa" a norma del can. 1717 del C.J.C. ».

A termine della lunga nota della Curia di Napoli, il cancelliere arcivescovile padre Luigi Ortaglio ha sottolineato «trasmessi gli atti dell'attività istruttoria della Congregazione per la dottrina della fede, questa nel 2016 riteneva non essere emersi gli elementi sufficienti per avviare un processo penale».

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