Martedi 24 ottobre 2017 13:30

Il boss Zagaria minaccia Sandro Ruolo: «’O voglio squartato vivo»




NAPOLI - «'O voglio squartato vivo». Poche parole, ma agghiaccianti, prive del minimo senso di umanità. Le ha pronunciate Michele Zagaria, boss del clan camorristico dei casalesi, riferendosi al giornalista napoletano Sandro Ruotolo. Un messaggio di morte, intercettato dai microfoni degli inquirenti, che arriva dal carcere dove Zagaria è detenuto. A scatenare la furia del boss uno stralcio dell'intervista, realizzata da Ruotolo per la trasmissione Servizio Pubblico, a Carmine Schiavone. «Ci sono tracce recenti di rapporti tra Zagaria, quando era latitante, e i servizi segreti. Ma parliamo degli anni Duemila» dice Ruotolo a Schiavone. «Non ti posso dire più niente. Lo saprai al momento opportuno» risponde il boss pentito, scomparso lo scorso febbraio. Da qui la rabbia del camorrista che, sentendosi citato, ha lanciato il messaggio di morte. Dopo che l'intercettazione è stata resa nota, Ruotolo è sotto scorta. Lo ha deciso il prefetto di Roma, Franco Gabrielli, in attesa della riunione del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza dove saranno valutate ulteriori misure. Solidarietà per il giornalista napoletano da Rosaria Capacchione de "Il Mattino", anch'essa minacciata dai clan dell'area di Casal di Principe. Ferma la risposta alle minacce del diretto interessato che su facebook ha scritto «Sentire la solidarietà in momenti particolari fa solo bene. Lo sapete che da ieri sono sotto scorta solo perché ho fatto il mio dovere di giornalista. Raccontare la realtà. Con passione, umiltà e curiosità. Capita che non siate d'accordo con la mia interpretazione dei fatti ma sono certo che più punti di vista siano essenziali per la qualità della nostra democrazia. Ecco perché queste minacce riguardano anche voi, il vostro diritto di essere informati. State tranquilli che non mi faccio intimidire». © Riproduzione riservata