Martedi 26 settembre 2017 20:09

Inaugurazione Tav Afragola, scontri a Napoli Centrale. Insurgencia: «Affare per la camorra»
Insurgencia ha diramato una nota sugli scontri di questa mattina a Napoli Centrale alla partenza del treno per l'inaugurazione della Tav di Afragola

06 giugno 2017



NAPOLI - Scontri alla stazione di Napoli Centrale in occasione della partenza del treno che ha trasportato personalità e stampa all'inaugurazione della nuovo hub Tav di Afragola. Tra i centri sociali che hanno protestato erano presenti gli attivisti di Insurgencia che hanno comunicato, attraverso la loro pagina facebook, il disappunto per l'inaugurazione e per l'atteggiamento della Regione Campania. «Blitz di cittadini e attivisti dei comitati campani in difesa per l'ambiente: fermiamo le camorre ad alta velocità! Con queste parole si presentava lo striscione delle decine di persone accorse oggi per contestare l'evento. La risposta? Manganelli, identificazioni, fermi. Il solito, ma in questo caso è opportuno fare un passo indietro».

«Stamattina - ad Afragola - in un contesto blindato si inaugura la stazione fantasma dell'Alta Velocità. Una passerella in grande stile che ha coinvolto il premier Gentiloni, il Ministro Del Rio, il presidente della Regione De Luca: tutti tranne i cittadini, ai quali ancora non è chiaro il destino del proprio territorio. Certo è che la TAV di Afragola meriterebbe tutto tranne che una kermesse». «Troppe le ambiguità sulla direzione dei lavori - scrivono gli attivisti -, sulla proprietà dei terreni, i procedimenti di sequestro del 2014 e l'intervento di Antonio Moccia, figlio del boss Gennaro Moccia, per impedirlo. Di pochi giorni fa l'esecuzione di Salvatore Caputo, pezzo da novanta dell'imprenditoria locale e vittima eccellente del sistema di potere che stava provando a mettere le mani sulla gestione dei lavori di contorno alla TAV. In tutto questo dalle istituzioni la sola e costante negazione di ogni interesse camorristico nella grande opera che viene inaugurata».

«Del resto - prosegue la nota - l'amministrazione regionale ci ha abituato da tempo alla prassi di negare l'evidenza come unica strategia politica: emanare un Piano Ecoballe che prevede discariche e dire che non è vero; alterare in modo fazioso le interpretazioni sui dati del Registro Tumori in Campania e negare il disastro ambientale; inaugurare una Grande Opera nel pieno di una guerra di camorra in cui ci si gioca il bottino e negare tutto.
Se però al governo regionale e nazionale va bene raccontarsi bugie durante una cerimonia blindata devono sapere che i cittadini non ci stanno. Certo - conclude - , in questo quadro di ambiguità in odore di camorra, che le forze dell'ordine si accaniscano sui cittadini che vogliono vederci chiaro con violenza è ancora più grave».

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