Lunedi 20 novembre 2017 10:40

Elezioni a Napoli. La questione delle liste in Procura, presentato un esposto




NAPOLI - La questione delle liste elettorali finisce in Procura. Tra annullamenti, ricorsi e incompletezze, la presentazione propedeutica alla partecipazione alle ultime elezioni amministrative a Napoli fu un vero calvario. Ora c'è il rischio di uno strascico giudiziario. A scoperchiare il vaso di Pandora, l'esposto di un candidato nella lista Dema della municipalità di Soccavo, che ha allertato i pm. Falso ideologico è la pista battuta in un'inchiesta coordinata dal pm Graziella Arlomede e dal procuratore aggiunto Alfonso D'Avino, in uno scenario investigativo che punta a fare chiarezza sulla ricusazione di una lista di candidati che si era presentata a sostegno del sindaco De Magistris. Nel mirino, riferisce Il Mattino, ci sarebbe l'assessore Carmine Piscopo che avrebbe autenticato una lista elettorale nonostante fosse incompleta, attestando inoltre la validità di un documento, nonostante non fosse firmato di due delegati. Il documento finito sotto la lente d'ingrandimento sarebbe il modello sei, contente le caratteristiche del simbolo del movimento politico, con in allegato dichiarazione di delegati di lista in collegamento con il candidato presidente. Non risultano al momento iscrizioni nel registro degli indagati, né sono state formalizzate notifiche di atti garantiti a carico di Piscopo. Il denunciante, che ha chiesto la garanzia dell'anonimato, potrebbe essere ascoltato nei prossimi giorni. Scrive nel suo esposto: «In questo caso, il pubblico ufficiale ha esercitato il proprio potere di autentica senza che i delegati avessero apposta la propria sottoscrizione. In altri termini - si legge - il pubblico ufficiale ha autenticato delle firme inesistenti nell'atto pubblico». Una circostanza che la scorsa primavera ha reso necessaria la ricusazione della lista. Va detto che non si tratta di brogli o di atteggiamenti che possano aver manomesso il regolare svolgimento delle elezioni. La questione verte, secondo il quotidiano di via Chiatamone, intorno ad una «amnesia che ha comunque frustrato le velleità politiche di alcuni cittadini».