Domenica 22 ottobre 2017 08:36

Sequestrato l’Educandato Statale a Napoli, la Procura: «Va restaurato, c’è il rischio furti»




NAPOLI - L'Educandato Statale di piazza Miracoli alla Sanità chiude i battenti. I carabinieri hanno eseguito un'ordinanza di sequestro emessa dal gip su richiesta dalla Procura presso il Tribunale di Napoli. Per il giudice si tratta di «una struttura che ha bisogno di radicali interventi di restauro, dove il patrimonio di libri antichi è in uno stato di degrado e esposto al rischio di furti». Il provvedimento è arrivato in seguito ad un'indagine finalizzata, fa sapere la Procura, «a sottoporre a verifica lo stato di tutela e di conservazione delle più importanti raccolte librarie ed archivistiche del capoluogo, all’indomani della vicenda della biblioteca dei Girolamini che ha evidenziato la grave esposizione al rischio di furti di tali beni culturali». Nel 1993 il complesso e il personale sono passati alle dipendenze del ministero dell’Istruzione. Un anno dopo, in base ad una convenzione, i sedicimila metri quadri distribuita su oltre 250 locali, furono  concessi in comodato d’uso al Comune, per il recupero e la destinazione ad attività didattiche e ricreative. Tuttavia, spiega la Procura, « la struttura si presenta in gran parte inutilizzata, necessitando di radicali interventi di restauro che risultano essere stati solamente avviati negli anni addietro». Al momento non risultano iscrizioni nel registro degli indagati, ma nel fascicolo della Procura si ipotizza il reato di danneggiamento. I recenti sopralluoghi dei carabinieri hanno rilevato lo stato di degrado del patrimonio librario, originariamente costituito da migliaia di testi di storia patria, filosofia e di altre materie didattiche datati a partire dal ‘600. Un tesoro che oggi presenta chiaramente i segni di abbandono oltre ad essere stato colpito da numerosi furti. «La misura cautelare si è resa necessaria - è spiegato nella nota della Procura - al fine di consentire la messa in sicurezza e la classificazione, con l’aiuto di esperti, del patrimonio residuo per identificare la quantità e la tipologia dei volumi e dei documenti sottratti nel tempo».