Mercoledi 22 novembre 2017 02:58

«Napoli senza vaccini influenzali, 350mila abitanti sforniti». La denuncia della Fimmg
La Fimmg denuncia la mancanza di vaccini per 350mila napoletani. Secondo la federmedici sarebbero varie le zone delle città sfornite con i pericoli che ne conseguono per i soggetti a rischio.




NAPOLI - «Dopo tante raccomandazioni Napoli rischia di fallire la campagna vaccinale, sono infatti molti gli studi dei medici di medicina generale che ancora non hanno ricevuto le dosi da somministrare ai soggetti a rischio». Il segretario provinciale della Fimmg Napoli, Luigi Sparano, e il dottor Antonio Sardu, segretario aziendale Fimmg Napoli dell’Asl Napoli 1 Centro, lanciano l'allarme circa i ritardi sulla distribuzione dei vaccini nel capoluogo partenopeo. Secondo la Fimmg c'è il rischio che i ritardi «possano portare ad un numero insufficiente di adesioni e quindi al rischio di una violenta epidemia influenzale con l’arrivo del freddo».

«Perché si possa raggiungere il target delle 190mila vaccinazioni è fondamentale partire in maniera omogenea, senza ritardi tra distretto e distretto – aggiunge Sparano -, in questo caso la tempistica è tutto». In altre parole il rischio, molto concreto, è quello di rendere vani gli sforzi portati avanti con le campagne di informazione. «E’ assurdo – conclude Sparano – che ci siano ritardi nell’ordinare i vaccini e nel distribuirli. Mai come quest’anno, che la Napoli 1 ha anche sottoscritto un protocollo d’intesa sui vaccini, ci aspettavamo precisione, sensibilità e impegno su questo tema».

La situazione, secondo i dati in mano alla Fimmg, è invece particolarmente grave: i vaccini mancano in moltissimi studi di distretti chiave. Ad esempio nelle zone di piazza Dante, del Porto, del Duomo, Poggioreale, piazza Nazionale; ma anche Chiaia e Posillipo, Colli Aminei e San Carlo all'Arena. Resta insomma sfornita al momento un’area di almeno 350.000 abitanti. «Ora – concludono Sparano e Sardu - aspettiamo, sperando che entro la prossima settimana in tutti gli studi medici arrivino i vaccini».

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