Carceri “inumane”, risarcimento da 10 mila euro per un ex detenuto napoletano




Il ministero della Giustizia dovrà pagare ad un ex detenuto napoletano 10.136 euro a titolo di risarcimento per le condizioni detentive, considerate "inumane". E' quanto stabilito dalla quarta sezione civile del Tribunale di Napoli che ha accolto il ricorso presentato dai legali dell’uomo, gli  Avv. Andrea Scardamaglio, del foro di Napoli, e Tullio Tiani, del foro di Nola. All’ex  detenuto è stato riconosciuto un risarcimento di 8 euro al giorno per  i 1.267 passati tra il centro penitenziario di Secondigliano e il carcere di Poggioreale in celle sovraffollate, nelle quali “lo spazio pro capite” risultava essere «inferiore al limite minimo di 3 metri quadrati». L’ex detenuto, nel suo ricorso, si è appellato all’art. 3 della Convenzione Europea per la salvaguardia dell'uomo e delle libertà fondamentali. Nel ricorso, che l'anno scorso ha dato il via a una causa contro il ministero della Giustizia, si è lamentato di aver sofferto «il disagio dovuto al sovraffollamento della struttura, alle ridotte dimensioni dello spazio disponibile all'interno della cella, anche per la presenza di plurimi detenuti, all'impossibilità o ridotta misura di ore d’aria e di attività sociali». In più, si legge sempre del provvedimento del giudice civile, tali celle «misuravano in totale, escluso il bagno (privo di doccia), 25 mq con altri 12 detenuti senza contare il mobilio e di avere goduto solo di un’ora di aria alla mattina ed una nel pomeriggio» o erano «progettate per una sola persona ed erano condivise con altri». Circostanze queste, ha sottolineato il magistrato, non smentite dalle relazioni redatte dall’Amministrazione Penitenziaria. © Riproduzione riservata