Giovedi 23 novembre 2017 04:30

Monito di Papa Francesco sulla Terra dei Fuochi, don Patriciello: «Sue parole sono uno stimolo»

07 maggio 2017



CAIVANO (Na) - «Papa Francesco ha sempre tenuto in grande attenzione ciò che accade nella Terra dei Fuochi. Le sue parole sono uno stimolo importante per continuare la battaglia affinché la politica finalmente faccia la sua parte e provveda alla bonifiche. Qui da noi i rifiuti si bruciano sempre e si muore di più di cancro». Questo il commento del parroco di Caivano, don Maurizio Patriciello, in riferimento al monito di Papa Francesco sulla Terra dei Fuochi. Il Pontefice, nel corso di un incontro con settemila studenti provenienti da tutta Italia, ha affrontato il tema legato all'ambiente, esprimendo rammarico e preoccupazione per la situazione che da anni attanaglia la Terra dei Fuochi.

«Da noi si continua a morire - precisa don Patriciello - sebbene il nesso tra inquinamento e patologie letali non sia stato ancora accertato; eppure io ho un fratello morto di leucemia ed un altro malato gravemente, così come tante famiglie. La priorità è quella di bonificare i tanti siti inquinati, penso esempio all'area ex Pozzi Ginori di Calvi Risorta, una delle più grandi discariche sotterranee d'Europa, dove i rifiuti sono stati dissotterrati e sono ancora lì».

Alle parole di don Patriciello si aggiungono quelle del sindaco di Casal di Principe, Renato Natale, che commenta: «Le esternazioni di Papa Francesco sulla Terra dei Fuochi - dice - sono sempre puntuali e in grado di spostare l'attenzione su un fenomeno non ancora risolto». Per il primo cittadino occorre non solo sottoporre l'intera area interessata ad una profonda opera di bonifica, ma anche puntare ad un netto miglioramento dell'assistenza sanitaria. «Accanto alle discariche abusive presenti che vanno messe in sicurezza e bonificate, va resa più efficace anche l'assistenza sanitaria puntando sulla prevenzione - spiega Natale - Vanno poi combattuti fenomeni organizzati come l'abbandono di pneumatici, che vengono spesso dati alle fiamme. Noi ci stiamo già pensando aumentando le telecamere di videosorveglianza sul territorio. Ma lo Stato deve fare di più».

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