Giovedi 21 settembre 2017 07:06

Al buio per tre mesi gli abitanti delle case popolari in via Campano. Il consigliere Ruotolo «E’ uno scandalo»




NAPOLI - Estate calda, ma soprattutto buia per alcuni cittadini napoletani, abitanti nelle case popolari, di proprietà del Comune di Napoli, di via Giovanni Antonio Campano, a Chiaiano, fabbricato A1, scala A2, i quali, a causa del mancato pagamento di alcune fatture all’Enel da parte del Patrimonio del Comune di Napoli, si sono ritrovati al buio, ma soprattutto, senza servizi indispensabili, come l’ascensore, specie in una scala, dove ci sono molte persone anziane e disabili. «E’ una scandalo – dichiara il consigliere dell’VIII Municipalità Antonio Ruotolo – vedere che un Comune non paga le bollette e si fa distaccare. Sono tre mesi che quella gente sta al buio - tuona - E' una cosa che non dovrebbe assolutamente esistere, chi di dovere, in forma di protesta nei confronti di se stesso, dovrebbe dimettersi». «Sarebbe perdonabile - continua Ruotolo - se fosse la prima volta, ma purtroppo l’amministrazione partenopea non è nuova a questo genere di cose, infatti l’insoluto, pagato in parte questa mattina, risale addirittura al 2014. Già lo scorso anno queste stesse persone, abitanti negli stessi fabbricati, ma in altre scale, si sono ritrovate al buio nonostante fossero puntuali nel pagamento del canone mensile al Comune di Napoli». Così questa mattina, su pressione degli stessi abitanti, insieme al consigliere Ruotolo e all’assessore al Patrimonio dell’VIII Municipalità Claudio Ferrara, il Comune di Napoli ha garantito che questi debiti sono stati in parte pagati, e quanto prima, la società erogatrice del servizio elettrico, si impegnerà a ristabilire il servizio. «Confidiamo nel sindaco De Magistris e nell’assessore al Patrimonio Sandro Fucito – dichiarano in coro Ruotolo e Ferrara – che oltre a sistemare celermente questa situazione, facendo soprattutto in modo che non si ripeta più, sapranno anche come risarcire queste persone, e scusandosi pubblicamente per l’accaduto». © Riproduzione riservata