Giovedi 21 settembre 2017 08:57

Omicidio del 17enne alla Sanità, i killer non hanno sparato per caso




NAPOLI - Nuovi sviluppi nelle indagini per l'omicidio del 17enne ucciso nelle prime ore di domenica in piazza Sanità. Una cosa è certa per gli inquirenti: il giovane non è stato sparato per sbaglio. A fare eco a questa ipotesi arriva anche l'agenzia stampa Omninapoli, secondo la quale il ragazzo avrebbe avuto un ruolo importante nei movimenti del clan attivo in zona. In particolare, si sarebbe prodigato nel nascondere le armi degli affiliati impegnati in una sanguinosa guerra con i cartelli criminali di Forcella e Capodimonte. L'omicidio di piazza Sanità, proseguendo nella ricostruzione dell'agenzia, sarebbe un tassello fondamentale per ricomporre anche le dinamiche che hanno portato alla rissa sugli spalti della curva A, avvenuta durante il match Napoli-Sampdoria, tenutosi domenica 30 agosto allo Stadio San Paolo. Il giovane, secondo l'ipotesi dell'agenzia, sarebbe collegato a colui che ha ferito ad una gamba un presunto affiliato alla cosca di Forcella. Solo qualche giorno prima dell'omicidio, il ragazzo sarebbe stato rapito, picchiato a sangue e minacciato di morte se non avesse fatto i nomi degli autori dell'aggressione allo stadio. Poi - conclude l'ipotesi di Omninapoli - sarebbe stato lasciato in libertà, fino all'alba di domenica scorsa, quando, durante il raid nella Sanità, il giovane è stato fatalmente colpito da due proiettili. Al di là di un eventuale coinvolgimento del giovane nei traffici criminali della zona, restano da ricostruire alcuni punti dell'agguato. Il primo è la risposta di coloro che erano a fianco del ragazzo quando i killer lo hanno sparato. Hanno risposto al fuoco? Sono fuggiti? L'unica certezza è che alla base degli spari c'è lo spaccio: l'affermazione della dominanza di un determinato gruppo criminale sulle piazze di del quartiere (il luogo del delitto è una di queste) o o un regolamento di colpi interno. Ma, secondo gli inquirenti, la sua morte non sarebbe da rubricare come un errore di chi ha sparato. Nel frattempo gli amici e i parenti del giovane continuano a professare la sua innocenza. «Non era legato alla camorra», ripetono in coro. Stasera si è tenuto un flash mob alla Sanità in sua memoria. «Pensate a Genny, a che ragazzo era. Pensate al padre che ha deciso di donare gli organi» dicono le donne presenti alla manifestazione, ma anche nel corteo la violenza non è mancata. Si è sfiorata la rissa, un ragazzo è stato «colpito alle spalle e poi colpito all'occhio con un laccio», come ha denunciato. Presenta delle lievi ferite ad un sopracciglio ed al braccio. ©Riproduzione riservata