Domenica 19 novembre 2017 05:48

Accoltellato a scuola a Napoli, parla la madre dell’aggressore: «Ha reagito perché lo insultavano per il colore della pelle»
La donna ha raccontato che ha provato a fargli cambiare scuola perché il figlio si era già lamentato del comportamento dei compagni di scuola




<p style="text-align: left;"><strong>NAPOLI</strong> - La madre del ragazzo che ha <strong><a href="http://bit.ly/2cWhTu9" target="_blank">accoltellato il compagno di scuola</a></strong> ieri all'Ics Teresa Confalonieri, è tornata sull'episodio spiegando che il figlio «ha sbagliato ma non è un delinquente. Lo insultavano, chiamandolo nero e bastardo perché non ha il padre. Gli ho insegnato la non violenza. Mi dispiace per i genitori del giovane ferito ma mio figlio non è un criminale». «Mio figlio non si è reso conto di quello che ha fatto - ha proseguito davanti ai giornalisti la madre - già un anno fa si era picchiato con il giovane ferito è mio figlio era stanco della situazione. Lui voleva chiarire ma è stato spintonato e picchiato e ha reagito nel peggiore dei modi. La colpa è mia che non ho denunciato quello che da un anno ha subito mio figlio a scuola».</p>
<p style="text-align: left;">Sole due settimane fa, infatti, la mamma del ragazzino si era rivolta agli assistenti sociali affinché cambiassero scuola al figlio che si era lamentato dei comportamenti dei suoi compagni. «Volevo per lui un luogo protetto - ha dichiarato - dove non fosse preso in giro né per il colore della sua pelle né perché porta il mio cognome. La mia preoccupazione era che potesse esplodere la rabbia che provava per tutto quello che aveva subito», si apprende da Il Mattino.</p>
Su quanto accaduto è intervenuta anche la preside della scuola, Tiziana D'Isanto, che ha precisato come la sua non è «una scuola di frontiera, qui non si allevano delinquenti». «I miei alunni appartengono a famiglie per bene - ha continuato - Quanto accaduto ci colpisce come comunità scolastica, c'è molta amarezza. I ragazzi sono seguiti non erano abbandonati a se stessi. Basta fango su un'istituzione che lavora in un quartiere complesso ma con ragazzi per bene».

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