Giovedi 24 agosto 2017 10:55

Camorra, spari e incendi a Torre Annunziata: il clan dei figli dei carcerati nel mirino degli inquirenti




TORRE ANNUNZIATA - Un'escalation di violenza che ha per protagonista il cosiddetto «clan dei figli dei carcerati», composto da giovanissimi pronti a tutto pur di affermarsi nell'ambiente malavitoso prendendo il posto di genitori, zii e vecchi capi finiti in carcere negli ultimi tre anni. Queste le conclusioni alle quali sono giunte ormai da tempo le forze di polizia impegnate nel contrasto alla criminalità organizzata che, decapitata dei suoi generali, vive uno dei momenti più sanguinosi della sua storia. Una guerra causata verosimilmente dal vuoto di potere venutosi a creare con l'arresto degli storici capoclan, al cui posto sono subentrate le giovani leve, minorenni o poco più che 20enni, pronte ad assumere il controllo del racket e delle principali piazze di spaccio. L'ultimo episodio si è registrato due giorni fa a Torre Annunziata dove, intorno alle tre di notte i residenti di piazza dell'Annunziata, dominio incontrastato del clan Gionta, sono stati improvvisamente svegliati dal rumore di una raffica di colpi di arma da fuoco esplosi contro alcune persone del quartiere, presumibilmente messe a guardia delle trafficatissime piazze di spaccio. Nessuna denuncia è pervenuta alle locali forze dell'ordine, ma gli inquirenti hanno trovato sul posto decine di bossoli del tipo riconducibile alle pistole a tamburo. Poche ore dopo il raid di piazza dell'Annunziata, in via Oplonti è andata in fiamme l'auto di una 58enne incensurata moglie di un boss del clan Gallo-Cavalieri, storico rivale dei Gionta. La vettura, un Suv Hyundai bianco, sembrerebbe essere stata incendiata, coinvolgendo nel rogo altre due automobili, di cui è rimasto solo il telaio: sebbene le cause dell'incendio siano ancora tutte da accertare, le indagini dei carabinieri sono state orientate fin dalle prime ore sull'ipotesi dolosa. ©Riproduzione riservata