Venerdi 17 novembre 2017 20:03

Rapina Ottaviano, emerge una nuova prova: Pasquale Prisco chiamò in caserma




OTTAVIANO (NA) - Una nuova prova emerge nelle indagini sulla rapina al supermercato Eté messa in atto dai due carabinieri Claudio Vitale, 41 anni, di Cercola e di Jacopo Nicchetto, 34 anni, di Chioggia, in provincia di Venezia, entrambi in forza al battaglione Veneto di stanza a Mestre e finita nel sangue per l’omicidio di Pasquale Prisco, 28 anni, figlio del titolare del market, raggiunto da alcuni colpi di pistola esplosi da un'arma d'ordinanza durante l’inseguimento dei due rapinatori-carabinieri. Prima di partire all'inseguimento la vittima Pasquale Prisco aveva telefonato dal suo cellulare alla caserma dei carabinieri di Ottaviano per denunciare l’accaduto, così come riporta IlMattino. Così come segnalato dai legali della famiglia Prisco, gli avvocati Luca Capasso e Antonio Tomeo, il commerciante ucciso chiamò alle 13:08, cioè pochi minuti dopo la rapina, e fece il numero del centralino della caserma e non il 112. «Metteremo a disposizione degli inquirenti un elemento mai emerso finora, che riteniamo molto importante - dicono i due avvocati - Questa novità fuga ogni dubbio circa l’operato delle vittime. Se i Prisco avessero avuto con loro delle armi non avrebbero mai telefonato ai carabinieri per denunciare la rapina». Nella giornata di domani i due legali presenteranno alla Procura di Nola, titolare delle indagini,  il telefonino di Pasquale Prisco, dal quale si evince la telefonata effettuata. © Riproduzione riservata