Mercoledi 23 agosto 2017 08:14

Porto di Napoli, i pm accusano: appalti pilotati e corruzione
L'indagine, coordinata dai pm Woodcock e Fratello, punta a far luce su un sistema di appalti pilotati all'interno del Porto di Napoli. Per il momento sono dodici le persone iscritte nel registro degli indagati

08 maggio 2017



NAPOLI - L'assegnazione degli appalti nel Porto di Napoli sarebbe pilotata da un cartello di imprese. L'ipotesi investigativa della Procura partenopea ha portato all'iscrizione di dodici persone nel registro degli indagati. I reati contestati sarebbero corruzione e turbativa d'asta. L'indagine, coordinata dai pm Antonella Fratello e Henry John Woodcock, ha portato ad una serie di perquisizioni eseguite nei giorni scorsi dalla capitaneria di porto e dalla squadra mobile. Sotto la lente di ingrandimento sono finiti alcuni funzionari e un gruppo di imprenditori.

Il sistema del "sotto soglia"

L'attenzione dei magistrati è stata richiamata dal continuo ricorso alle procedure "sotto soglia". I lavori sarebbero stati spezzettati e parcellizzati, in modo da evitare il ricorso - previsto per legge - a bandi pubblici. Non solo. Agli imprenditori "amici" sarebbero state fornite anche le liste dei concorrenti invitati alle gare, derogando al principio della riservatezza previsto dal codice degli appalti. Tali comportamenti venivano giustificati attraverso le presunte condizioni di "urgenza" dei lavori da eseguire. Il filone è incastonato in una più vasta inchiesta condotta dai pm di Napoli, suffragata da alcune dichiarazioni di un pentito di camorra, che ha ricostruito le attività illecite all'interno dell'area portuale di Napoli.

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