Venerdi 17 novembre 2017 20:19

Maxitruffa patenti facili. “Commissariata” la Motorizzazione di Napoli, indagano i carabinieri




NAPOLI - Il caso è deflagrato come una bomba nella Motorizzazione di Napoli. Un giro di patenti facili e revisioni tarocche avrebbe permesso ad alcuni soggetti di arricchirsi in barba alla legge. A Napoli tutto era possibile, così si arrivava anche da altre province per sostenere gli esami per il conseguimento delle patenti. Tali ipotesi sono alla base dell'indagine aperta dai carabinieri della stazione di Caserta. A scoperchiare il vaso di pandora dell'illegalità è stato Gaetano Servedio, nuovo direttore dell’Ufficio di Motorizzazione di Napoli arrivato da Bari per riportare un po' d'ordine. Il suo posto è di quelli scottanti. Basti pensare che negli ultimi 50 giorni si sono avvicendati tre dirigenti prima dell'avvento di Servedio. Il nuovo direttore, accortosi probabilmente che qualcosa non andava, ha deciso che da lunedì  l’ente svolgerà esclusivamente le operazioni richieste da cittadini residenti in città e provincia. Ciò significa che non saranno più effettuate le sedute di esami di teoria dedicate ai candidati provenienti da fuori provincia. Non potranno più essere accettate, inoltre, prenotazioni per l’effettuazione di esami di patenti nautiche presso la sede napoletana. Dietro la decisione di Servedio, ipotizza "Il Mattino", potrebbe esserci il capo dipartimento del Ministero dei Trasporti, Amedeo Fumero, voglioso di mettere ordine in una sede difficile da gestire come quella partenopea. Il "commissariamento" della Motorizzazione di Napoli è arrivato fino a Montecitorio. «Il Ministero dei Trasporti ha il dovere di chiarire i motivi che hanno portato al commissariamento della motorizzazione di Napoli  e di intervenire il prima possibile per ripristinare una situazione di normalità nella gestione dei servizi» afferma in una nota il socialista Di Lello, che annuncia un'interrogazione al ministro Delrio. «Se ci sono ombre di illegalità o di infiltrazioni è bene che emergano chiaramente. La decisione del direttore dell'Ufficio motorizzazione Servedio è sicuramente stata dettata da motivi importanti, ma non è giusto che a scontare il male compiuto da altri siano gli utenti che saranno costretti - conclude Di Lello - a rinunciare a molti servizi». © Riproduzione riservata