Giovedi 21 settembre 2017 07:07

Roberto Saviano e la “paranza dei bambini”: «Il peggior prodotto di una terra dimenticata»




NAPOLI - La faida scoppiata in città fra i clan che si contendono il centro storico è la dimostrazione che a Napoli, capitale ideologica del sud-Italia, ci si muove lentamente e male. Un'opinione corrente che assume tanta più risonanza quanto più a foraggiarla è uno come Roberto Saviano. Oggi lo scrittore di Gomorra ha postato un lungo intervento sul suo sito, dal quale emerge un interrogativo: l'opinione comune andrà oltre il bieco bisogno di parteggiare e prenderà coscienza di ciò che sta accadendo? Probabilmente la risposta è lontana, mentre il centro storico è ormai teatro di una 'strategia del terrore' di stampo mafioso. «"Fare le stese" significa correre sui motorini e sparare a tutto e tutti. Tutti si buttano a terra, stesi, perché terrorizzati, pietrificati. Poi se qualcuno lo stendi davvero, se lo ammazzi, è danno collaterale - esordisce Saviano - Senza stese un gruppo dovrebbe intraprendere una faida in modo classico e faida significa investimenti, alti, in manovalanza: pali, pedinatori, sicari. Così viene gestito il centro storico di Napoli dai gruppi criminali: con il terrore.» Una strategia che, secondo alcuni che vanno contro il parere degli inquirenti, avrebbe provocato la morte di un diciassettenne innocente, che agli occhi di un'opinione pubblica anestetizzata è stato solo l'ennesimo caso su cui dibattere: «che sia lui o meno l'obiettivo del commando di fuoco, l'unico discorso che ha trovato spazio è stato se a morire sia stato un colpevole o un innocente» «Se a quell'età muori in strada ucciso - continua il post - perché bersaglio di una paranza di fuoco vuol dire che il fallimento è andato ben oltre i proclami e le possibilità di riscatto di un territorio» che rappresenta lo specchio di una Napoli che, secondo Saviano, è rimasta «senza risorse e finanche senza idee» Quello che accade al centro storico è solo la punta dell'iceberg che è il Mezzogiorno, che non può esser salvato che con una «rivoluzione meridionale» alla maniera in cui la intese Guido Dorso esattamente novant'anni fa «"Se il mezzogiorno non distruggerà le cause della sua inferiorità da se stesso, con la sua libera iniziativa e seguendo l'esempio dei suoi figli migliori, tutto sarà inutile..."» Ma il problema, afferma Saviano, resta pressoché lo stesso: finché il problema dei morti di camorra si porrà entro il binomio di un'opinione che si spacca fra ipotesi di innocenza e colpevolezza, non si faranno grossi passi avanti. In questo modo « Si esaurisce il discorso su Napoli e su intere aree in cui ormai c'è guerra.» Qualcuno urla e invoca l'intervento dello stato, come ha fatto De Magistris, al quale Alfano ha risposto con l'invio di 50 unità della polizia. Una scelta che desta perplessità «Ma davvero credete sia sufficiente? Ora l'unico lavoro di polizia che davvero avrebbe un senso sarebbe quello di intelligence per provare a capire che direzione sta prendendo questa guerra» «Ora la faida è tra le nuove generazioni: l'alleanza tra clan di Forcella e dei Quartieri Spagnoli è voluta da una parte della Sanità e osteggiata da un'altra» ossia, quella che la Dda ha battezzato la paranza dei bambini, ragazzi poco più che adolescenti, provenienti dai quartieri più disagiati, che non sono necessariamente legati a famiglie camorriste, ma che si sono macchiate comunque di reati più piccoli. «E se non fossero gli abitanti stessi a dirlo potremmo essere accusati di voler diffamare il quartiere - continua il post - Del resto, la giovanissima età della nuova paranza ci dice chiaramente che c'è voglia e quindi necessità di fondare da zero una nuova generazione mafiosa.» Questa è, secondo Saviano, l'idea portante che c'è dietro l'esercizio violento di queste nuove leve impazzite dei cartelli camorristici del centro storico. E se alcuni tacciano di praticare l'antica usanza dello «"sputtanapoli"  chiunque osi raccontare ciò che accade in città», questi semplicemente «ignorano ciò che accade a due passi». E le famiglie più grandi? Lasciano deliberatamente che ciò avvenga, perché fa comodo «I nuovi combattenti di camorra ricevono dalle vecchie famiglie armi e una volta mostrato di saper sparare e di saper gestire avranno l'incoronazione ad essere i vicari dei soliti re. I clan storici investono fuori e risolvono i guai giudiziari collaborando con la giustizia» Lo stato «che dovrebbe amministrare, dare giustizia, organizzare l'educazione» non è stato rappresentato da «politica o forze dell'ordine», ma da tutte quelle fondazioni che tentano di recuperare, attraverso iniziative che promuovano il lavoro onesto e la cultura, delle aree che sono completamente alla mercé delle cosche mafiose. «Tutto questo - conclude Saviano - sta facendo lo Stato senza armi e senza codice penale contro la paranza dei bambini, il peggior prodotto di una terra dimenticata contesa tra disperati e indifferenti. E le lacrime di dolore che tracimano da queste storie nascono dalla difficoltà di resistere e non dalla celebrazione del lamento. È questa la differenza tra il pianto e il piagnisteo che in molti dovrebbero imparare a capire per capire questo sud.» ©Riproduzione riservata