Martedi 12 dicembre 2017 05:34

Milano, spari al Tribunale. Ucciso giudice campano




MILANO - Il magistrato ucciso questa mattina al Tribunale di Milano era campano, Ferdinando Ciampi, classe 43 di Fontanarosa, in provincia di Avellino. Ciampi, dopo l'uscita di scena dell'ex presidente Bartolomeo Quatraro (oggi a Novara), nel 2009 era stato chiamato a guidare la sezione fallimentare del Tribunale, ritenuta la più importante d'italia. Ciampi aveva fama di intransigente. Questa mattina intorno alle 11:00 un uomo, individuato come Claudio Giardiello, 57 anni, nato a Benevento e residente a Brugherio, nell'hinterland milanese, imputato per bancarotta fraudolenta, ha fatto irruzione nel palazzo di giustizia milanese sparando ed uccidendo il giudice, Fernando Ciampi, ucciso nella sua stanza, e un avvocato, Lorenzo Alberto Claris Appiani. Da quanto è emerso, l'uomo era titolare di una agenzia immobiliare a Milano, in corso Magenta. E aveva chiuso la sua attività per fallimento, un accadimento occorso per la sesta volta in 20 anni di attività. Aveva diversi debiti con bache e fisco. Si trovava questa mattina in Tribunale perché imputato nel processo della Immobiliare Magenta srl, di cui era socio di maggioranza. La società è stata dichiarata fallita nel 2008 e l'udienza del processo era stata fissata nella stessa aula dove era previsto l'inizio di un altro procedimento, sempre per bancarotta, ovvero quello del gruppo di call center Eutelia-Agile. Giardiniello è stato arrestato dai carabinieri della compagnia di Monza dopo essere fuggito con una moto. «Catturato a Vimercate il presunto assassino di Milano. Ora si trova in caserma dei Carabinieri», ha scritto su twitter il ministro dell'Interno, Angelino Alfano. Ciampi è stato ucciso nella sua stanza al secondo piano del Palazzo di Giustizia. «Ero al terzo piano nel corridoio dove si affaccia l'aula, ho sentito cinque spari, c'è stato un fuggi fuggi generale. Sono sceso al secondo piano, dove c'è la stanza del giudice, e l'ho visto morto», ha raccontato l'avvocato Giancarlo Longo. Secondo quanto comunicato dal 118, il corpo di una terza vittima trovata per le scale non presenta segni di ferite di arma da fuoco. L'ipotesi, che al momento non è possibile accertare con sicurezza, è che possa avere avuto un infarto per la concitazione dovuta alla sparatoria. Al momento il palazzo è stato evacuato. Dentro il personale del 118 sta soccorrendo i feriti, mentre all'esterno si sono radunate centinaia di persone, tra dipendenti e persone impegnate in processi. © Riproduzione riservata