Venerdi 22 settembre 2017 20:56

Camorra: sequestro beni per 5 milioni di euro al clan dell’agro vesuviano. Fine monopolio nella vendita del calcestruzzo




NAPOLI - Beni per 5 milioni di euro, tra cui quote societarie e beni strumentali di due società per la produzione di calcestruzzo e una del settore florovivaistico, sono state sequestrate dalla Dia di Napoli al figlio del capoclan Fabbrocino, detenuto in regime di 41 bis, condannato per l'omicidio del figlio dell'ex boss della Nuova camorra organizzata, Raffaele Cutolo. Il sequestro, finalizzato alla confisca, è stato emesso dal Tribunale di Napoli su richiesta della Dda. La Direzione investigativa antimafia ponendo i sigilli alle società ha così messo fine al monopolio del clan Fabbrocino nella vendita del calcestruzzo nella zona dell'agro vesuviano. Già lo scorso marzo, Fabbrocino è stato destinatario, insieme ad altre undici persone, di un provvedimento cautelare emesso dal gip di Napoli in quanto ritenuti responsabili a vario titolo di associazione di tipo mafioso, trasferimento fraudolento di beni, estorsione e illecita concorrenza con minaccia o violenza, con l'aggravante del metodo mafioso. Dalle indagini sono poi emersi gli interessi economici del clan e dei suoi affiliati nella vendita del calcestruzzo dal momento che, come sottolineano gli inquirenti, risulta essere un ottimo strumento per mascherare le estorsioni, che si sostanziano imponendo alle aziende edili un listino prezzi sensibilmente maggiorato rispetto a quello praticato da imprese analoghe. In sostanza gli imprenditori erano costretti ad acquistare malgrado vi fossero sul mercato aziende che offrivano lo stesso prodotto a prezzi decisamente più vantaggiosi. Con il sequestro delle imprese riconducibili ad altre persone ritenute legate al clan, si è messo fine, come detto, al monopolio nella fornitura del calcestruzzo da parte dell'organizzazione camorristica dell'agro vesuviano. © Riproduzione riservata