Giovedi 23 novembre 2017 06:16

Monteforte Irpino. Trans e prostitute nel night club, intervengono i carabinieri




AVELLINO - L'attività di facciata era quella di un club per soli adulti come tanti altri, ma la realtà era quella di una casa chiusa. Il "Club Privee Libidos" di Monteforte Irpino era una grande alcova, con tante donne pronte a prostituirsi. I carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile di Baiano, coadiuvati da quelli della Stazione di Monteforte Irpino, hanno eseguito un’ordinanza di misura cautelare, emessa dal Gip presso il Tribunale di Avellino su richiesta della locale Procura della Repubblica, a carico di cinque persone, dell’età compresa tra i 27 ed i 25 anni, originari tra le province di Avellino, Napoli e Latina, L'accusa è di associazione finalizzata allo sfruttamento della prostituzione, unitamente ad altri sette soggetti tuttora indagati.

Le indagini sono iniziate un anno fa, in seguito ad un controllo effettuato da parte dei Carabinieri del Comando Stazione di Monteforte Irpino. All'epoca i militari furono insospettiti dalla la presenza, del tutto anomala, di diverse camere da letto, oltre ad una normale pista da ballo ed un piano bar. Tra le varie stanze, ce ne era una dedicata al sadomaso (con la presenza di funi, manette e di una parete costituita da sbarre di ferro) ed inoltre, all’ingresso del club, sul bancone alla reception, i militari notavano un grosso scatolo di preservativi. Il lavoro investigativo dei mesi seguenti è stato utile a ricostruire cosa accadesse nelle stanze del club "Libitos". Grazie a diverse testimonianze da parte dei numerosi frequentatori del club, i carabinieri hanno scoperto che, dietro l'atmosfera da night club, c'era un giro di prostituzione. La conferma arrivava grazie ad una serie di intercettazioni, dalla quale si riuscivano a ricavare ulteriori elementi che permettevano di delineare in maniera più chiara la costituzione di un sodalizio criminale finalizzato allo sfruttamento della prostituzione nonché ad accertare le singole responsabilità di ciascuno dei sodali.

Al vertice dell’organizzazione c'era un pregiudicato 57enne di Formia, che coordinava altri altri quattro soggetti, originari di Montemiletto, Monteforte Irpino, Atripalda, Sant’Anastasia, nonché gli altri 7 indagati. Ognuno aveva un ruolo ben preciso: c'era chi aveva il compito di procacciare ragazze e clienti, chi rassettava le stanze da letto, chi gestiva il bar e la sala da ballo. Il "capo" però pretendeva che i pagamenti sia ai vari sodali che alle ragazze avvenissero esclusivamente alla sua presenza. Era lui a disporre i compensi in relazione ai ricavi della serata. Molte ragazze che si prostituivano nel locale, tra le quali vi era anche un transessuale, venivano pagate in maniera esigua e spesso, su decisione del 57enne, non ricevevano alcun compenso, nonostante le prestazioni sessuali rese. L'obiettivo era sfruttare il più possibile le ragazze, approfittando della loro necessità di denaro. Nel "Libitos" si prostituivano anche le mogli di alcuni dei sodali. Queste, a loro volta,  si pubblicizzavano mediante social network (presentandosi con nomi d’arte), chat private o cedendo il proprio numero di telefono, al fine di attirare più clienti possibili presso il locale.

Il 57enne a capo del sodalizio è stato ristretto agli arresti domiciliari presso la propria abitazione di Formia mentre gli altri quattro soggetti sono stati sottoposti all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria (nello specifico il doversi presentare quotidianamente presso i Comandi Stazione Carabinieri competenti per i rispettivi comuni di residenza). Terminati gli accertamenti del caso, il locale è stato chiuso e posto sotto sequestro.

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